Doxa: italiani pessimisti sul 2014 (in controtendenza rispetto ad altri Paesi)

E’ una nuova ondata di ottimismo quella che registra il consueto sondaggio mondiale di Fine Anno sulle previsioni, le aspettative e le speranze dei cittadini di 65 paesi di tutto il mondo realizzato da WIN/Gallup International: il 48% dei 67.806 intervistati, infatti, fa previsioni generali sull’anno nuovo positive, mentre solo il 20% crede che sarà un anno peggiore del 2013 e il 28% che sarà uguale.

Per quanto riguarda le aspettative specifiche sull’ andamento economico, la popolazione mondiale si divide in 3 parti quasi uguali: il 32% prevede un anno di prosperità economica, il 30% un anno di difficoltà e il 33% si aspetta un anno come quello appena concluso.

Decisamente meno ottimistico il quadro italiano dove il 9% prevede in generale un 2014 migliore del 2013, 40% peggiore, 49% uguale e il 4% prevede prosperità economica, 38% difficoltà, 55% come l’anno scorso

Entrando un po’ più nel dettaglio dei dati rilevati in Italia dalla Doxa (che fa parte di WIN/Gallup International), emerge qualche segnale di minor pessimismo tra le donne (11% di previsioni generali positive, contro solo il 6% degli uomini) e tra i giovani di 15-24 anni (14% di previsioni generali positive, contro il 6-10% delle fasce più mature). Interessante notare che i disoccupati sono coloro che nutrono le maggiori speranze, col 14% di ottimisti e “solo” il 27% di pessimisti, contro il 40% della media nazionale e il 41% di coloro che hanno un impiego full-time. La maggior quota di pessimisti è invece stata rilevata tra le persone d’istruzione più elevata (in possesso di laurea o master) col 55% di risposte “il 2014 sarà in generale peggiore del 2013”, mentre tra i meno istruiti le previsioni negative sono contenute entro il 40%.

Non si può dire altrettanto in merito alle aspettative più specifiche sull’andamento economico, che appaiono ugualmente negative in tutti i sotto-gruppi del campione: coloro che si aspettano un anno di prosperità economica sono contenuti fra il 2% rilevato tra gli over 64 e il 7% emerso tra i laureati. In Italia l’indice “Net hope”, ossia la differenza tra gli ottimisti e i pessimisti riguardo alle prospettive economiche per l’anno nuovo, è pari a -34, con un calo di 2 punti rispetto all’anno scorso.

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