Economia, Bankitalia: segnali di ripresa per la fine dell’anno

È essenziale non disperdere le opportunità offerte dal miglioramento del quadro congiunturale dell’area dell’euro e dai primi segnali di stabilizzazione in Italia. Le politiche di sostegno alla liquidità delle imprese stanno avendo effetti favorevoli. L’impegno a promuovere la crescita nell’ambito di un disegno riformatore coerente e sistematico e il rispetto scrupoloso degli obiettivi di bilancio rimangono elementi cruciali per sciogliere i nodi che soffocano la capacità competitiva dell’economia italiana. Il rafforzamento dell’assetto istituzionale europeo, di cui l’Unione bancaria è una tappa fondamentale, dovrà anch’esso contribuire al raggiungimento di condizioni più distese sui mercati finanziari nell’area dell’euro e nel nostro paese, concorrendo a interrompere la spirale negativa tra rischio sovrano e banche”: è quanto scrive la Banca d’Italia nell’odierno bollettino economico, fotografando una situazione in cui emergono i primi segnali favorevoli per l’economia italiana. L’inversione di tendenza dovrebbe registrarsi entro la fine dell’anno, ma le condizioni del credito sono ancora tese ed è proseguita la flessione dei finanziamenti alle imprese e alle famiglie.

Bankitalia registra che “negli ultimi mesi, anche in virtù del miglioramento del ciclo economico europeo, sono emersi per l’economia italiana alcuni segnali qualitativi positivi. Il giudizio delle imprese sulle condizioni per investire è migliorato, tornando su valori prossimi a quelli precedenti la crisi dell’estate del 2011, sia nell’industria sia nei servizi. Il calo della produzione industriale è proseguito in luglio e, in misura minore, in agosto; nel trimestre estivo il ritmo di caduta del PIL dovrebbe essersi pressoché annullato. Si profila la possibilità di un’inversione di tendenza dell’attività economica entro la fine dell’anno, cui la ripresa degli investimenti fornirebbe un contributo significativo”.

Le esportazioni registrano un buon andamento, mentre un sostegno alla domanda interna potrebbe essere fornito dal graduale rafforzamento della fiducia di famiglie e imprese. “Circa metà delle imprese partecipanti ai nostri sondaggi ritiene di aver superato la fase peggiore o si attende un solido miglioramento a breve. Resta comunque elevata la dispersione delle opinioni e la cautela sull’imminenza di una svolta ciclica, indicando che le prospettive rimangono fragili”, rileva Bankitalia.

Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 12% nel secondo trimestre dell’anno ma la caduta dell’occupazione si è attenuata. L’inflazione a settembre è allo 0,9% annuale e, rileva Bankitalia, “l’aumento dell’IVA entrato in vigore all’inizio di ottobre eserciterebbe una temporanea spinta al rialzo dell’indice dei prezzi al consumo pari, nell’ipotesi di traslazione totale, a meno di mezzo punto percentuale”.

Il problema sta nelle condizioni del credito: “Le tensioni sull’offerta di prestiti restano un freno alla ripresa. La flessione dei finanziamenti alle imprese e alle famiglie è proseguita; qualche segnale di attenuazione delle difficoltà di accesso al credito è riportato dalle imprese nei sondaggi, ma l’offerta di prestiti, che continua a risentire del peggioramento del rischio di credito dovuto al prolungarsi della recessione, è destinata a migliorare solo gradualmente”.

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