Educazione finanziaria, Asso-Consum: formazione per vincere la crisi

Un Paese totalmente analfabeta e poco informato su come gestire al meglio il proprio denaro. Il quadro di partenza non è dei migliori: l’Italia è infatti uno dei paesi europei nel quale vi è la più scarsa conoscenza sui prodotti bancari e finanziari da parte del cittadino-consumatore. Dati alla mano, ben il 46% della popolazione non possiede la benchè minima forma di eduzione finanziaria e ciò che è peggio è che tale percentuale accomuna soprattutto i giovani tra i 18 e 29 anni, di cui la maggior parte fatica a comprendere il funzionamento di un conto corrente e non ha la più pallida idea di cosa voglia significare “risparmio autogestito”. Ne consegue che il consumatore è quasi sempre un contraente debole che non ha gli strumenti necessari per individuare il prodotto finanziario più indicato alle sue esigente di risparmio e investimento. Essendo queste le premesse, Asso-Consum, Associazione dei consumatori, ha promosso un convegno che ha cercato di approfondire a 360 gradi il tema dell’educazione finanziaria come strumento indispensabile ai cittadini per prendere coscienza delle opportunità ma anche dei rischi legati al mondo della gestione del risparmio.

“Sull’educazione finanziaria”, dice Aldo Perrotta, Presidente di Asso-Consum, “si gioca la grande partita dell’economia nazionale” e “La crisi economica che stiamo attraversando altro non è che la il risultato di cattive pratiche di creditizie svolte in altri paesi che si stanno ritorcendo anche sul nostro”, aggiunge Mauro Ugolini, Responsabile consumatori di Banca Intesa San Paolo. La mancanza di formazione e informazione rende i cittadini/risparmiatori diffidenti nei confronti dei prodotti finanziari che vengono considerati in toto pericolosi e corrosovisi del capitale personale e familiare. Il risultato è un calo degli investimenti e la scelta di optare per soluzioni di risparmio ultra sicure che non escludono la possibilità di lasciare i soldi fermi a giacere sotto il materasso. Far capire che tra questa ipotesi e gli investimenti azionistici più azzardati esiste una varietà di soluzioni intermedie, calibrate in base alle proprie esigenze, è un compito talvolta complesso che richiede tempi di formazione e assimilazione da parte del pubblico degli utenti anche molto lunghi.

Asso-Consum, così come molte altre associazioni dei consumatori, ha messo a disposizione delle banche la loro esperienza nel mondo dei consumatori al fine di sviluppare dei percorsi di educazione finanziaria rivolti ai cittadini. In una scala da 0 a 10, il cittadino medio italiano ha una cultura finanziaria che si aggira sul 4.3. Troppo basso come livello, se si considera la velocità dei cambiamenti che avvengono in questo ambito. La collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, il consorzio Patti Chiari, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza, ha dato vita nel corso degli ultimi anni ad una serie di iniziative educative che hanno cercato di coinvolgere tutte le fasce dei cittadini, dai giovani delle scuole ai pensionati. Gli effetti di questi interventi, sono stati visibili e concreti già nel breve periodo. Ad esempio, la rilevazione sui ragazzi che hanno partecipato a iniziative del genere ha evidenziato un miglioramento nella relazione con il denaro e una maggiore consapevolezza dell’importanza del risparmio e della sua gestione.

In ultima analisi, come spiega Roberto Catalano, Responsabile finanziamenti Banco Posta, “lo scopo di tutto questo è riuscire ad ottenere un’informazione che sia accurata, semplice e comparata, alla quale si aggiunge un’educazione finanziaria che l’utente può recepire come, dove e quando lo ritiene necessario, specie nel momento della sottoscrizione di un prodotto da cui dipende il rendimento del suo budget familiare”.

 

Elena Leoparco

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