Educazione finanziaria, l’Europa chiama e l’Italia risponde

 ”I consumatori europei hanno urgente bisogno di un maggiore livello di educazione finanziaria per muoversi con più sicurezza e autonomia nella giungla dei prodotti che vengono quotidianamente offerti dalle banche ai cittadini”. E’ quanto ha affermato qualche giorno fa il vicepresidente vicario del Parlamento Europeo Gianni Pittella, in apertura di una conferenza dedicata al tema dell’educazione finanziaria. L’Europa è da sempre schierata a favore di una semplificazione dei prodotti finanziari così come è a favore di una maggiore alfabetizzazione dei consumatori, che dovrebbero essere sempre in grado di comprendere quanto il mercato propone loro e di scegliere il prodotto più adatto alle proprie esigenze. Non solo. Secondo il commissario John Dalli “i consumatori dovrebbero essere anche bene consigliati, ma purtroppo la realta’ non e’ sempre cosi’. Un recente studio mostra che meno del 10% dei consiglieri rispetta le linee direttrici che esistono nella legislazione europea”. Insomma, ”i consiglieri sarebbero piu’ interessati all’ammontare da investire piuttosto che ai bisogni dei clienti”.

L’Europa non si tira indietro neanche quando c’è da trasformare le parole in fatti. “Financial advise provided by non profit entities to consumers” è l’ultimo progetto in ordine di tempo: varato nel 2010 con un budget di 1 milione di euro ha l’obiettivo di mettere in condizione 60 organizzazioni no profit europee – attraverso corsi ad hoc – di fornire assistenza in materia finanziaria ai consumatori.

E nel nostro Paese cosa accade? Banca d’Italia, per rispondere alle raccomandazioni formulate nelle sedi internazionali sul tema dell’educazione finanziaria, per il quarto anno consecutivo ha siglato un Memorandum di intesa con il Miur attraverso il quale gli studenti delle scuole elementari potranno partecipare ad un progetto di educazione finanziaria. Nell’anno scolastico 2010/2011, il livello di adesione al progetto è stato buono: hanno partecipato 774 classi e oltre 15.000 studenti.

 Buoni anche i risultati dei test effettuati al termine della fase sperimentale di “Io & i rischi”, il progetto di educazione assicurativa del Forum ANIA – Consumatori che durante lo scorso anno scolastico ha visto la partecipazione di numerose scuole medie del Lazio e della Lombardia. Quest’anno il progetto è entrato nella sua fase a regime e coinvolge già 120 istituti secondari di primo grado e oltre 200 classi in 15 regioni italiane: circa 4.000 ragazzi approfondiranno i concetti di rischio, prevenzione e mutualità, mettendosi poi alla prova attraverso un test e un concorso creativo finale.

di Valentina Corvino

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