Europa: accordo sulla sorveglianza bancaria. Passa la linea tedesca

I 27 Ministri delle Finanze riunitisi ieri a Bruxelles hanno trovato un accordo sulla sorveglianza bancaria, parte del più ampio progetto di unione bancaria. Dopo 17 ore di riunione, passa sostanzialmente la linea tedesca. Restano fuori Gran Bretagna, Svezia e  Repubblica Ceca. Si tratta di un accordo tutto sommato debole che spinge al ribasso la proposta iniziale della Commissione europea.

Sotto controllo centrale solo 150-200 banche su 6000. La Banca centrale europea potrà monitorare le banche della zona euro, e dei Paesi fuori dalla moneta unica che aderiranno all’unione, con un asset di almeno 30 miliardi di euro o che rappresentano il 20% del Pil nazionale o che avranno ricevuto aiuti europei. Secondo le stime attuali saranno più o meno 150 gli istituti di credito che cadono quindi sotto la supervisione dell’Ue (su 6000 totali) mentre gli altri restano esclusiva competenza delle autorità nazionali. Questa soglia è stata scelta per includere le tre banche più grandi di ciascun Paese Ue.

Passa la linea tedesca. La Germania ha insistito fin da subito affinché la sorveglianza europea prendesse in considerazione solo le “banche sistemiche” (le più grandi). Secondo Berlino era irrealizzabile mettere sotto controllo tutte le 6000 banche europee in un anno. I critici di questa posizione sostengono che il vero scopo tedesco fosse mantenere il controllo degli istituti di credito regionali (dei Lander) caratterizzati da rapporto più stretti con la politica locale.

Accontentata anche la Gran Bretagna. Londra ha ottenuto un maggiore voce in capitolo per i Paesi non Euro. E’ stato approvato il sistema di voto “a doppia maggioranza” in seno all’Eba, l’Autorità bancaria europea incaricata oggi della supervisione sulle banche, ovvero per approvare determinati regolamenti, ci sarà bisogno di una maggioranza dei Paesi euro e quella dei non euro.

Restano fuori Gran Bretagna, Svezia e Repubblica Ceca. Anche se fuori dal progetto di unione bancaria, l’accordo stretto ieri assicura anche a questi Paesi “stessi diritti” sia nel Consiglio dei supervisori (del quale faranno parte i rappresentanti degli organi nazionali dei 17 Paesi della zona euro, quattro rappresentanti della Banca centrale europea, un presidente e un vicepresidente) che verrà creato alla Bce che nell’Organismo di mediazione, una nuova realtà che prenderà le decisioni nel caso in cui il Consiglio dei governatori della Bce dovesse fare obiezioni circa le decisioni del Consiglio dei supervisori.

La supervisione unica è la prima tappa dell’unione bancaria. La supervisione è uno dei capitoli più controversi del progetto europeo di unione bancaria ed è propedeutica alla ricapitalizzazione diretta delle banche in crisi tramite il fondo salva-Stati Esm sotto l’egida della Bce. Questo meccanismo dovrebbe consentire di prevenire eventuali crisi bancarie evitando che diventino sistemiche e che quindi contagino l’intero tessuto creditizio europeo come è successo in questi anni.

Commissario Ue Michael Barnier: “Primo fondamentale passo verso l’unione bancaria”. Lo ha detto il Commissario Ue al Mercato interno, secondo il quale la supervisione bancaria ha come obiettivo “restaurare la fiducia nel sistema e interrompere il circolo vizioso tra banche e crisi dei debiti”, ricordando che il salvataggio delle banche dal 2008 al 2011 è costato all’Europa 4500 miliardi di euro.

Prossimi passi. L’accordo raggiunto ieri dai Ministri delle Finanze verrà oggi e domani discusso dai capi di Stato e di Governo in sede di Consiglio europeo e verrà poi votato dal Parlamento europeo (Febbraio 2013). Questa nuova supervisione entrerà in funzione a partire da marzo 2014.

 

@AlessioPisano

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