UE, vince linea Draghi: Bce comprerà senza limiti titoli di Stato dei Paesi in difficoltà

Il board della Banca centrale europea ha appoggiato la linea del presidente Mario Draghi votando a favore dell’acquisto dei titoli di Stato con scadenza da 1 a 3 anni dei Paesi in difficoltà che avranno soddisfatto determinate condizioni. Battuta l’opposizione della Bundesbank tedesca. Gli acquisti della Bce non avranno limite in partenza e agiranno solo sul mercato finanziario secondario. I Paesi che ne faranno domanda, dovranno già essersi rivolti al nuovo fondo salva stati Ems (presto in vigore) e soddisfare determinate condizioni.La Bce comprerà i titoli di Stato dei Paesi in difficoltà. Il board della Bce, riunito ieri a Francoforte, ha confermato le intenzioni dell’Eurotower trapelate nei giorni scorsi. La Banca centrale europea comprerà i bond nazionali con scadenza da 1 a 3 anni dei Paesi che ne faranno apposita richiesta. Già martedì scorso in commissione ECON Affari economici del Parlamento europeo, Mario Draghi aveva detto che “l’acquisto di bond a tre anni non costituisce aiuto di stato” (proibiti dai trattati Ue, nda) perché “hanno vita troppo breve per essere considerati creazione di moneta”. Il nuovo programma annunciato oggi dalla Bce si chiama “Outright Monetary Transactions (OMT)”.

Non è la prima volta che la Bce compra titoli di Stato. Già sotto la presidenza del francese Jean-Claude Trichet, al quale è succeduto nel giugno 2011 Mario Draghi, la Bce aveva esteso il suo mandato acquistando ben 209 miliardi di euro di titoli di Stato (sotto il programma chiamato Securities Markets Programme (Smp)) e che aveva permesso a vari Stati europei, tra cui l’Italia, di tirare un respiro di sollievo. Questi titoli resteranno alla Bce fino a loro scadenza naturale.

I Paesi beneficiari dovranno soddisfare delle condizioni molto precise. La Bce, così come Draghi aveva già detto nei giorni scorsi, ha chiarito che i Paesi che beneficeranno degli acquisti dell’Eutotower, non solo dovranno già essersi rivolti al nuovo fondo salva Stati Ems (non ancora in vigore e sul quale la Corte costituzionale tedesca si pronuncerà il 12 settembre) ma dovranno rispettare rigorosamente le condizioni loro richieste, in termini di riforme e rigore, altrimenti la Bce potrà sospendere immediatamente il suo intervento. 

La Bce e il suo mandato, guerra di interpretazione. Al centro del dibattito degli ultimi giorni sull’acquisto di titoli di stato da parte della Bce, è stato il rispetto dei trattati Ue secondo cui la Banca centrale europea dovrebbe limitarsi a sorvegliare i prezzi all’interno dell’Eurozona e quindi a combattere l’inflazione. Proprio questo è stato il motivo della forte opposizione della Bundesbank tedesca all’acquisto di titoli, con il suo presidente, Jens Weidmann, che nei giorni scorsi ha minacciato le dimissioni. Secondo Weidmann, l’intervento della Bce costituirebbe un disincentivo al rigore budgettario dei Paesi interessati e snaturerebbe la natura stessa della Bce.

Lo scudo anti spread di Monti diventa realtà. L’acquisto da parte della Bce dei titoli di Stato dei Paesi in difficoltà ma virtuosi (ovvero che come l’Italia in questi mesi hanno messo in atto determinate riforme), risponde all’appello di “scudo anti spread” voluto da Monti negli ultimi vertici di Bruxelles e che ha incassato anche l’appoggio del presidente francese François Hollande e del premier spagnolo Mariano Rajoy. Nei giorni scorsi anche la Cancelliera tedesca Angela Merkel era sembrata possibilista sull’intervento della Bce anche se aveva dichiarato di preferire acquisti di titoli “non illimitati”.

“Un’azione che rappresenterà una garanzia effettiva contro distorsioni di mercato che dovranno essere eliminate”. Con queste parole Draghi ha salutato in conferenza stampa l’annuncio della decisione della Bce. “Abbiamo bisogno di salvaguardare il meccanismo di trasmissione della politica monetaria in tutti i Paesi dell’eurozona”. E poi ancora Draghi si è detto convinto che la Bce agirà “all’interno del proprio mandato” per mantenere i prezzi stabili. Draghi ha anche aggiunto che l’Eurotower non reclamerà il ruolo di creditore privilegiato nel caso i bond acquistati dovessero subire una ristrutturazione e che l’acquisto continuerà solo nel caso un dato Paese continui a rispettare le condizioni dell’accordo.

“La Bce deve fare qualcosa ma nel rispetto dei trattati”. L’eurodeputata francese liberale e membro della commissione ECON Sylvie Goulard sottolinea l’importanza della “condizionalià” dell’intervento dell’Eurotower. “La Bce deve fare qualcosa nel rispetto dei trattati” e “i Paesi che chiedessero aiuto devono mettere in atto le riforme”. Ma attenzione, avverte l’Eurodeputata, “il diavolo sta nei dettagli” e in questo caso “sono fondamentali le clausole di condizionalità” degli aiuti. Alla domanda se la Francia, che sta attraversando un momento economico non ottimale, potrebbe aver bisogno di aiuto, la Goulard risponde che “questo potrebbe capitare anche alla Germania”.

@AlessioPisano

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