Federconsumatori e Adusbef: parte sperimentazione nuova social card

Parte la sperimentazione della nuova social card, che coinvolgerà le 12 città più grandi d’Italia, durerà un anno e impegnerà un ammontare complessivo di risorse pari a 50 milioni di euro. Il beneficio, che si affianca alla social card del 2008, avrà un importo maggiore rispetto ai vecchi 40 euro, variabile da 231 euro al mese per nuclei familiari con due persone fino ad arrivare a 404 euro se la famiglia ha cinque o più componenti. Il target di riferimento sono le famiglie con reddito Isee molto basso, le più marginali rispetto al mercato del lavoro.

Gli importi del nuovo strumento di sostegno (da 231 a 404 euro a seconda dei componenti del nucleo familiare), sicuramente, risultano più appropriati rispetto ai 40 euro della carta acquisti già esistente – commentano Federconsumatori e Adusbef – Esistono però, alcuni elementi critici, che non ci convincono affatto, a partire dallo stanziamento di 50 milioni di euro, una cifra insufficiente per un vero sostegno alle famiglie in difficoltà”. Altra perplessità espressa dalle associazioni riguarda il fatto che l’erogazione sia limitata a 12 sole città. Non solo: “Ci sembra estremamente ristretto il campo di applicazione: nuclei familiari con minori, in presenza di difficoltà economiche o lavorative, con un reddito Isee massimo di 3.000 euro. Un livello Isee bassissimo, che permetterà di ottenere tale beneficio solo alle famiglie ormai in piena povertà”.

“Si tratta comunque di un passo avanti – aggiungono i presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – ma, parlando realisticamente, tale strumento così concepito risulta ancora del tutto inadeguato a sostenere una ripresa della domanda di mercato. Interventi veramente incisivi in questo senso dovrebbero agire direttamente incrementando pensioni e redditi delle famiglie in disagio economico e disponendo misure di rilancio per l’occupazione giovanile.”

Viene invece bocciato quale “umiliante e di dubbio gusto” l’obbligo di sottoscrizione, da parte del beneficiario, di quello che è stato definito il “progetto personalizzato”, vale a dire “l’impegno, per iscritto, a seguire una serie di attività e di iniziative per uscire dallo stato di crisi e di povertà”.

“Sicuramente tale obbligo dovrà essere rimodulato in termini più rispettosi nei confronti delle famiglie richiedenti – aggiungono le due associazioni – Si dovrà fare di tutto, infine, affinché la nuova sperimentazione non sia interessata dai disguidi che hanno già riscontrato i beneficiari della “vecchia” versione della carta acquisti: ritardi nelle ricariche e difficile gestione, che molto spesso hanno creato solo ulteriori difficoltà e situazioni imbarazzanti per chi già si trova a disagio. Chiediamo inoltre agli organi competenti di verificare con attenzione a chi verrà erogata questa nuova agevolazione: non vorremmo che, tra le pochissime famiglie che ne beneficeranno, vi fosse anche qualche evasore che paradossalmente potrebbe averne diritto sulla carta, proprio perché dichiara redditi estremamente bassi”.

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