TopNews. FIR, Confconsumatori: MPS esclusa, occasione persa

Con la legge di Bilancio (L. 145 del 30 dicembre 2018, in vigore dal primo gennaio) è stato istituito, nei commi da 493 a 507, un Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR) gestito dal Ministero per l’Economia, con una dotazione iniziale di 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021. Il FIR eroga indennizzi a favore dei risparmiatori che hanno subito un pregiudizio ingiusto da parte di banche e loro controllate, poste in liquidazione coatta amministrativa.Le banche interessate sono: Veneto Banca, Popolare di Vicenza, (loro controllate ossia Banca Apulia e Banca Nuova) Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti, Cariferrara, Bcc Crediveneto e Bcc Padovana. Resta esclusa invece MPS.

Al FIR potranno accedere i risparmiatori, persone fisiche, imprenditori individuali, anche agricoli, le associazioni, nonché le microimprese (quelle che occupano meno di dieci persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro), in possesso delle azioni e delle obbligazioni subordinate delle banche alla data del provvedimento di messa in liquidazione (2015 per le quattro banche Etruria, Marche, Carife e Carichieti; 2016 per le due Venete), o i loro successori e aventi causa, ossia anche a chi abbia ereditato, ricevuto o comprato in seguito tali titoli. La norma, per l’erogazione dell’indennizzo, dà priorità a coloro che nell’anno 2018 hanno un Isee inferiore ai 35 mila euro.

La misura degli indennizzi varia a seconda che si tratti di azioni o obbligazioni subordinate: per gli azionisti è commisurata al 30% del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore; per gli obbligazionisti subordinati è invece commisurata al 95% del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore.

L’indennizzo è corrisposto al netto di eventuali rimborsi ricevuti a titolo di transazione con le banche, nonché di ogni altra forma di ristoro, rimborso o risarcimento, nonché – per le obbligazioni subordinate – del differenziale cedole percepite rispetto a titoli di Stato di durata equivalente. In particolare, andranno sottratti i rimborsi percepiti dal fondo di cui alla legge 110/2016: ad esempio chi per le quattro Banche del 2015 ha già percepito l’80% potrà beneficiare di un ulteriore ristoro del 15%.

Per quanto riguarda le modalità di accesso al Fondo, si attende il 30 gennaio quando un Decreto del Ministro dell’economia e delle finanze chiarirà definitivamente questo aspetto. In linea di massima, sarà istituita una commissione tecnica per l’esame e l’ammissione delle domande all’indennizzo del FIR, composta da nove membri. La domanda di indennizzo, corredata di idonea documentazione attestante i requisiti richiesti (risparmiatore non qualificato, acquisto dei titoli, pregiudizio ingiusto da parte delle banche in l.c.a., ecc.) dovrà esser inviata al Ministero dell’Economia e delle Finanze (anche a mezzo PEC), entro il termine di 180 giorni dalla pubblicazione del citato decreto. Quindi, per il momento non c’è fretta.

In relazione all’esclusione dall’accesso al Fondo degli azionisti di Monte Paschi Siena ed i titolari delle subordinate estere MPSdel Monte dei Paschi di Siena, Confconsumatori ha espresso una dura critica al provvedimento. Si tratta, spiega l’associazione, di cittadini oggetto di molteplici e gravi violazione nella vendita di titoli particolarmente subdoli e complessi che, anche tramite l’associazione, hanno avviato centinaia di cause civili in tutta Italia. “Un’occasione mancata visto che la Banca senese non è mai stata dichiarata in liquidazione coatta amministrativa”.

 

Notizia pubblicata il 08/01/2019 ore 17.26

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