Giornata del Risparmio, Napolitano e Visco: banche facciano loro parte

“I primi e incerti segnali di ripresa devono indurre a rafforzare tutte le azioni di sostegno all’economia, in uno sforzo generale al quale non può mancare l’apporto del sistema bancario e finanziario: a partire da una adeguata espansione dei finanziamenti alle imprese, in particolare piccole e medie, in un più solido quadro di stabilità del sistema finanziario e di efficace tutela dei risparmiatori”. E’ quanto scrive il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Napolitano ha infatti inviato al presidente dell’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio S.p.A., Giuseppe Guzzetti, un messaggio in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio che si celebra oggi. Nel messaggio, oltre a ricordare il ruolo del sistema bancario e finanziario, il Quirinale si sofferma anche sull’Unione europea: “Un contributo essenziale alla ripresa produttiva può essere offerto da un deciso progresso nel percorso di completamento dell’Unione economica e monetaria europea, di cui l’Unione bancaria costituisce elemento fondamentale – si legge nel messaggio – In vista di questo obiettivo, si impongono innovazioni ed adattamenti di sistema che, per quanto onerosi, recano in sè i presupposti di una maggiore competitività e grandi potenzialità di sviluppo per il sistema bancario e l’economia dell’intero Paese”.

Alla Giornata del Risparmio è intervenuto il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, che ha fatto il punto sulla situazione italiana: “Dopo una prolungata flessione, in Italia la formazione di risparmio ha registrato un lieve recupero nell’ultimo biennio, salendo a quasi il 18 per cento del reddito nazionale nel 2012 da meno del 17 nel 2010. L’aumento riflette il minore contributo negativo del settore pubblico. Il risparmio del settore privato ha continuato a ridursi, ma più lentamente. Con il protrarsi della recessione le famiglie italiane, che inizialmente avevano limitato le ripercussioni della crisi sulle abitudini di consumo riducendo il risparmio, hanno rivisto al ribasso i piani di spesa, adeguandoli al ridimensionamento del reddito permanente. Ha influito l’elevata incertezza circa la valutazione della ricchezza, a sua volta connessa con le prolungate tensioni sui mercati finanziari e immobiliari. Nel 2012 i consumi sono fortemente diminuiti, in linea con il reddito disponibile; rimangono deboli, nonostante i primi segnali di miglioramento della capacità di spesa delle famiglie”.

Visco ha sottolineato che “le difficili condizioni del credito rendono necessario il ricorso a canali alternativi per finanziare imprese solide e con buone prospettive di crescita. Offrendo i servizi necessari ad accompagnare queste imprese sul mercato dei capitali, le banche possono sostenere i propri ricavi e al tempo stesso ridurre i rischi”. Nel suo intervento, ha rilevato che “le banche italiane hanno retto alla crisi finanziaria mondiale, a una doppia recessione, alle tensioni sui debiti sovrani” e che “le opinioni secondo cui il sistema bancario italiano avrebbe oggi forti necessità di ricapitalizzazione non sono fondate”. Allo stesso tempo, le banche italiane devono superare “ritardi e negligenze” di cui ancora soffrono. “Le banche italiane risentono di una crisi finanziaria e macroeconomica di cui non sono responsabili – ha concluso il Governatore di Bankitalia – Soffrono però anche di ritardi e negligenze nell’adeguare operatività, efficienza, qualità dei servizi offerti e assetti organizzativi all’evoluzione dei mercati. Devono continuare a fare la loro parte, con una coraggiosa azione di rinnovamento”.

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