Guardia di Finanza: sottratti a criminalità 3 miliardi di euro

Criminalità organizzata, riciclaggio, usura, reati societari, bancari e finanziari, contrabbando di droga e sigarette: il bilancio 2013 della Guardia di Finanza nella lotta all’economia sommersa e al riciclaggio di denaro sporco ha permesso di sottrarre alla criminalità organizzata patrimoni pari a 3 miliardi di euro, di denunciare 455 usurai con il sequestro di beni per 168 milioni di euro (con un aumento impressionante, pari al 1250%) e di arrestare 494 responsabili di reati societari, bancari e finanziari.

Spiegano le Fiamme Gialle: “Molteplici sono gli strumenti a disposizione per seguire le tracce dei reati che generano profitti illeciti, ricostruirne il percorso ed individuare i reali beneficiari: approfondimento della segnalazione di operazioni sospette, ispezioni antiriciclaggio, controlli alla circolazione transfrontaliera di valuta, sistematico sviluppo delle indagini finanziarie ed accertamenti patrimoniali per aggredire i profitti ed i patrimoni illeciti ovunque allocati, ponendo particolare attenzione alle operazioni effettuate in “paradisi fiscali” o “societari” funzionali a condotte di riciclaggio sempre più articolate ed insidiose”.

Nel 2013, nel dettaglio, sono state eseguite 3.929 indagini patrimoniali, a carico di 8.869 tra persone ed imprese, che hanno consentito di avanzare all’Autorità Giudiziaria proposte di sequestro per oltre 5,2 miliardi di euro (+ 73% rispetto al 2012) e di sottrarre alla criminalità organizzata, nel corso dell’anno, beni per 3 miliardi. Le Regioni del Centro Nord, con il sequestro di beni e capitali illeciti per oltre 900 milioni di euro (+ 80% rispetto al 2012), si confermano al centro degli interessi finanziari dei clan: appalti di grandi opere ed edilizia, ciclo del cemento e smaltimento dei rifiuti speciali, vendita all’ingrosso ed al dettaglio, ristorazione ed attività ricettive, oltre a settori particolarmente “sensibili”, come le sale gioco ed i compro oro, sono gli strumenti preferiti dalle mafie per il reinvestimento delle ingenti liquidità di cui dispongono. Sono stati denunciati oltre 1300 responsabili di riciclaggio, fra cui 166 arrestati, e le indagini hanno consentito il sequestro di beni per 49 milioni di euro.

Il complessivo esame dei flussi finanziari “intercettati” nel corso delle diverse tipologie di investigazioni ha messo in luce il reimpiego di denaro proveniente da reato per circa 3,4 miliardi di euro (+29%). Tra le tecniche di riciclaggio più diffuse si evidenziano l’uso di banconote di taglio apicale, di strutturati schermi societari o di soggetti interposti (trust, fiduciarie, società anonime, ecc.), di false fatturazioni ed il frazionamento di operazioni finanziarie anche avvalendosi dei circuiti di money transfer.

Sono aumentati gli interventi di lotta all’usura: 385 indagini (+19%) hanno consentito di denunciare all’Autorità Giudiziaria 455 usurai, di cui 77 tratti in arresto, ed al sequestro di beni per 168,8 milioni di euro (+1.250%).

L’azione di contrasto alle truffe ai danni delle imprese e dei risparmiatori, in molti casi ad opera di spregiudicati broker che allettano i clienti offrendo interessi “fuori mercato” o mediante polizze fideiussorie fittizie rilasciate da intermediari finanziari privi di idonei requisiti patrimoniali, ha permesso di denunciare 5.690 responsabili di reati bancari, finanziari, societari e fallimentari, tra cui 494 arrestati, e di sequestrare beni e disponibilità finanziarie per 326,3 milioni di euro. Sono, invece, 61 le denunce per insider trading, manipolazione del mercato ed aggiotaggio, vere e proprie truffe a danno degli azionisti, e 69 quelle per ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza, che rendono più complessa l’azione di controllo degli organismi pubblici.

Sul fronte del contrasto ai traffici illeciti, nell’anno appena concluso la Guardia di Finanza ha sequestrato 55 tonnellate di sostanze stupefacenti, fra cui 48 tonnellate di hashish e marijuana, 3 di cocaina e 4 di eroina ed altre sostanze. Sono state sequestrate oltre 115 tonnellate di sigarette di contrabbando, con la denuncia di 4.378 responsabili, tra cui 250 tratti in arresto. In particolare, più di 95 tonnellate di tabacchi sequestrati sono rappresentate da “cheap white”, sigarette prodotte nei paesi di provenienza, fra cui Cina, Russia, Emirati Arabi Uniti ed Ucraina, irregolarmente introdotte nel territorio comunitario in quanto non rispondenti agli standard di produzione e commercializzazione previsti dall’Unione Europea. L’Italia in questo settore non è soltanto mercato di consumo, ma anche area di transito in direzione di Paesi ove le specifiche imposte sono più elevate, come testimoniano gli ingenti quantitativi bloccati nei porti di Ancona, Gioia Tauro, Bari, Genova, Napoli, Trieste e Brindisi, ove i tabacchi giungono nascosti nei “doppifondi” dei mezzi di trasporto o occultati in container scortati da documentazione doganale fittizia.

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