Indennità dei parlamentari, le cifre che fanno discutere

 

Undici mila 283 euro. A tanto ammonta l’indennità parlamentare di un deputato italiano. A fare i conti in tasca a deputati e senatori la Commissione sul livellamento retibutivo Italia – Francia. Alla cifra sopracitata c’è da aggiungere 3.503 euro come diaria mensile/indennità di residenza; come voce trasporto 1317 euro (esente da imposta e a forfait, scende a 1.107 per i trasferimenti inferiori a 100 km); come spese di segreteria e rappresentanza mensili 3690 euro (erogati al gruppo parlamentare del deputato, esente da imposta e a forfait, importo valido nel periodo 2011 – 2013); come spese telefoniche mensili 258 euro (esente da imposta e a forfait); come dotazione informatica mensile 41 euro (esente da imposta e a forfait). Si aggiunge, alla voce “Viaggio – circolazione”, la libera circolazione ferroviaria, autostradale, marittima, aerea. Poco più alta l’indennità dei senatori che percepisce come indennità parlamentare, importo lordo mensile, 11.555 euro (per 12 mensilità, soggetto a tassazione e prelievo contributivo); come diaria mensile/indennità di residenza 3500 euro (esente da imposta e a forfait); come voce trasporto 1650 euro (esente da imposta e a forfait); come spese di segreteria e rappresentanza mensili 4180 euro (erogati al gruppo parlamentare del senatore). Si aggiunge, alla voce “Viaggio – circolazione”, la libera circolazione ferroviaria, autostradale, marittima, aerea. E’ quanto emerge dal Rapporto reso noto all’inizio del 2012 dalla Commissione sul livellamento retributivo Italia-Europa. Nel Rapporto la Commissione confronta le indennità percepite in 6 paesi europei (Francia, Germania, Spagna, Paesi Bassi, Belgio, Austria)  evidenziando che quelle percepite da deputati e senatori italiani sono le più alte. E non di poco: basti pensare che in Spagna un deputato guadagna 2.813,9 euro al mese (è l’indennità più bassa) mentre un senatore dei Paesi Bassi ne percepisce 2.323,7.

La stesura del Rapporto in questione rientra tra i compiti della Commissione che deve provvedere alla ricognizione e all’individuazione “della media ponderata rispetto al PIL dei trattamenti economici percepiti annualmente dai titolari di omologhe cariche e incarichi nei sei principali Stati dell’Area Euro riferiti all’anno precedente e aggiornati all’anno in corso sulla base delle previsioni dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo contenute nel Documento di economia e finanza”. La Commissione dura in carica quattro anni, è presieduta dal Presidente dell’Istat ed è composta da cinque esperti, tra cui un rappresentante dell’Eurostat e un esperto designato dal Ministro dell’economia e delle finanze.

C’è da dire, a rigor di cronaca, che i dati del Rapporto non sono passati inosservati. La presidenza della Camera, ha smentito i dati secondo  i quali i parlamentari italiani sarebbero i più pagati in Europa. Per la Camera, infatti, vanno considerati i 5 mila euro netti percepiti per 12 mensilità dai deputati e non gli 11.283,28 euro lordi comprensivi delle ritenute previdenziali, fiscali e assistenziali: così ragionando, precisa l’ ufficio stampa di Montecitorio, «l’ ammontare netto dell’ indennità parlamentare erogato ai nostri deputati risulta inferiore rispetto a quello percepito dai componenti di altri Parlamenti presi a riferimento». Il segretario generale del Senato, per incarico di Schifani, ha, invece, invitato «tutti gli utilizzatori» delle cifre fornite dalla commissione Giovannini «a leggere attentamente le note esplicative, sconsigliando ai mezzi di comunicazione la diffusione di dati senza queste ultime».

 

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