ING Direct: italiani sempre meno sicuri delle proprie finanze personali

Insicurezza. È la parola d’ordine che fotografa l’atteggiamento degli italiani nei confronti del loro benessere finanziario: aumenta infatti il senso di insicurezza verso le proprie finanze – prima di tutto la capacità di pagare le rate del mutuo, subito dopo il timore di non riuscire più a risparmiare – e allo stesso tempo aumenta il controllo sistematico e metodico del bilancio familiare. Quasi otto italiani su dieci controllano costantemente le entrate e le uscite sulla documentazione bancaria e sugli estratti conto. L’Indice di benessere finanziario (IBF) elaborato da ING Direct indica un calo notevole, toccando un picco negativo dalla primavera 2011.

L’Indice di benessere finanziario ING Direct è un indicatore sintetico che misura il benessere percepito dalle famiglie in relazione alle sei dimensioni della finanza personale (mutui, prestiti, carte di credito, risparmio, investimenti, reddito e spese familiari). È rilevato da Gfk Eurisko e calcolato su una scala da 0 a 100 per misurare il comfort delle famiglie con le finanze personali, dove 100 è il massimo comfort,  50  corrisponde a medio comfort, zero a massimo disagio. Ebbene: l’IBF è calato di 3 punti rispetto ad un anno fa e di oltre 4 punti rispetto allo scorso dicembre, registrando così un picco in negativo. Si attesta oggi a 43,3 contro il 46,5 di un anno fa.

La situazione economica internazionale si ripercuote dunque sul senso di sicurezza degli italiani in relazione alle proprie finanze personali. Spiega ING Direct: “Il senso di minore sicurezza rispetto al passato riguarda in primis la capacità degli italiani di pagare le rate del mutuo, seguito dal timore di non riuscire più ad accantonare risparmi e dalla perdita di capacità reddituale. La sicurezza nel riuscire a pagare spese di casa e bollette, in particolare, crolla nell’ultimo trimestre di ben 6 punti”. L’insicurezza finanziaria maggiore è fra le donne. Ed è comprensibile, considerato la disparità di retribuzione e il minore livello di occupazione femminile in Italia.

Altra fonte di preoccupazione riguarda il fatto che si attinge ai risparmi accumulati per pagare le bollette. Se già nei mesi scorsi le famiglie facevano fatica a mettere da parte una quota del proprio reddito per spese future e progetti a lungo termine, rileva la ricerca, oggi con lo stipendio si fatica anche a coprire le bollette e le spese ordinarie. Questo costringe dunque a intaccare i risparmi, accumulati negli anni. Di fronte a questo stato di cose, gli italiani diventano sempre più sistematici  nel controllare il bilancio familiare.

La Ricerca internazionale ING sul Risparmio evidenzia che quasi 8 italiani su 10 (76%) monitorano costantemente il bilancio familiare: controllano tutte le entrate e le uscite sugli estratti conto della carta e le altre documentazioni bancarie. Si tratta della percentuale più alta fra gli 11 Paesi considerati ma il dato si inserisce in una tendenza condivisa. La media degli “attenti” negli 11 Paesi è infatti del 62%: altre nazioni particolarmente attente alle proprie finanze sono Germania (72%) e Francia (69%).

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