Istat: +0,1% del Pil nel quarto trimestre 2013 (dopo 9 trimestri di cali)

Dopo 9 trimestri consecutivi di segno meno, l’economia italiana torna a crescere (ma con piccolissimi passi): secondo l’Istat il Pil ha registrato +0,1% nel quarto trimestre 2013 sul precedente. L’ultimo trimestre positivo era stato il secondo del 2011 (+0,2%). Nel 2013 il Pil italiano è diminuito dell’1,9%, mentre nel 2012 il calo è stato del 2,5%. Secondo le Associazioni dei Consumatori parlare di ripresa sarebbe ridicolo oltre che prematuro.

“Dall’Istat continuano a pervenire dati tutt’altro che incoraggianti sull’andamento economico del nostro Paese” commentano Federconsumatori e Adusbef. “Nella situazione attuale, ancora caratterizzata da un tasso di disoccupazione da record, da una grave contrazione del potere di acquisto delle famiglie, dal calo inarrestabile dei consumi, guai a chi si azzardi a parlare di ripresa. Sarebbe ridicolo, oltre che prematuro” dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

Obiettivo ripresa ancora molto lontano: basta guardare all’andamento dei consumi registrato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori nell’ultimo triennio: del -4,7% nel 2012, del -3,4% nel 2013, mentre nel 2014 si prevede un’ulteriore frenata del -1,1%. “La contrazione della domanda continuerà ad incidere in maniera estremamente negativa sulle condizioni di vita delle famiglie e sull’intero andamento del sistema economico, a meno che il futuro Governo non si decida ad intervenire con urgenza, dando la massima priorità al rilancio del potere di acquisto delle famiglie e dell’occupazione. Ci aspettiamo che chiunque sia chiamato a governare il Paese metta in atto in maniera determinata l’annunciata lotta agli sprechi, alle inefficienze ed ai privilegi, nonché all’evasione fiscale. Tutte le risorse ricavate attraverso queste strade dovranno essere vincolate ad una detassazione a favore delle famiglie a reddito fisso e ad un rilancio degli investimenti per lo sviluppo e la ricerca, fondamentali per la ripresa occupazionale”.

Per il Codacons, al di là del fatto che si è avverata la previsione del Governo che a fine anno il Pil sarebbe tornato positivo, quello che impressiona e spaventa è che il Pil nel 2013 è crollato dell’1,9% e che, con questa impercettibile crescita, ci vorranno secoli per poter recuperare il Pil perso in questi anni di crisi. “Nessuna previsione per il 2014 va, infatti, oltre un misero + 0,7%, il che vuol dire che, anche se la recessione è tecnicamente conclusa, nessun effetto positivo ci sarà sulla disoccupazione” denuncia il Codacons secondo cui l’unico modo per dare un reale impulso all’economia rispettando i vincoli di bilancio fissati dall’Europa, è quello di “aumentare le tasse”. Ma aumentarle non per “quel 50% di italiani costretti a ridurre i consumi persino di beni alimentari, ma per chi guadagna oltre 90.000 euro, chi gioca in borsa, tassando le transazione finanziarie almeno al 27%, chi ha più di 3 case, innalzando l’aliquota base Imu. E’ necessario, insomma, spostare la tassazione dal lavoro alle rendite, dai consumi ai patrimoni, ridisegnando il sistema tributario nel rispetto dell’art. 53 della Costituzione”.

Comments are closed.