Istat: giù la fiducia dei consumatori. Associazioni: non sorprende

A marzo diminuisce il clima di fiducia dei consumatori, e l’indice di fiducia dei consumatori sul clima corrente, ovvero sulla situazione presente, tocca il livello più basso (89,2) dall’inizio delle serie storiche, ovvero dal gennaio del 1996. Lo rileva l’Istat nell’odierno report sulla fiducia dei consumatori a marzo. Diminuisce sia la componente riferita al quadro economico (il relativo indicatore scende da 72,7 a 68,8) sia, in misura più lieve, quella relativa al clima personale (l’indicatore passa da 91,7 a 91,4 ).

I giudizi e la attese sulla situazione economica del paese peggiorano e aumentano le attese sulla disoccupazione. Ancora: le valutazioni sulla situazione economica della famiglia peggiorano (il saldo passa da -74 a -76 per i giudizi e da -26 a -30 per le attese). Aumenta il saldo dei giudizi sul bilancio familiare (da -28 a -23). Le valutazioni sulle opportunità attuali di risparmio sono in peggioramento mentre le attese sulle possibilità future sono in miglioramento.

“La fiducia dei consumatori ai minimi storici è una notizia che, purtroppo, non sorprende nessuno”,  dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, che ricordano come la caduta del potere d’acquisto (-14,1% dal 2008), i consumi in forte contrazione (-6,1% nel biennio 2012-2013), la crescita di disoccupazione e cassa integrazione sono tutti fattori che contribuiscono in materia decisiva a determinare questo triste record negativo.

“Si tratta dell’ennesimo sintomo di una situazione economica ormai agli sgoccioli, che richiede interventi urgenti per intraprendere la strada della ripresa”. Per le due associazioni servono dunque misure di sostegno per le famiglie a reddito fisso, a partire da una detassazione per lavoratori e pensionati, e l’annullamento dell’aumento dell’Iva previsto a luglio. “Crescita ed occupazione, sono queste le linee guida che il nuovo Governo (che ci auguriamo venga formato al più presto) dovrà seguire, ricorrendo anche ad un allentamento dei patti di stabilità degli Enti Locali, per dare possibilità di intervento soprattutto con pratiche di manutenzione, sicurezza ed edilizia”, concludono le due associazioni.

Comments are closed.