Istat, potere d’acquisto famiglie cala del 2% in un anno

Diminuisce il potere d’acquisto delle famiglie: nel primo trimestre del 2012 è in calo dell’1% rispetto al trimestre precedente e del 2% su base annua. La propensione al risparmio è in leggero aumento nel confronto annuale, mentre il reddito disponibile diminuisce all’inizio dell’anno ma aumenta dello 0,9% nel confronto con lo stesso periodo del 2011. Oggi l’Istat ha reso noto i dati su reddito e risparmio delle famiglie relativi al primo trimestre dell’anno. Federconsumatori e Adusbef parlano di una caduta del potere d’acquisto di quasi il 12% dal 2008, mentre Adiconsum chiede interventi di sostegno alle famiglie.

In questo periodo, rileva l’Istat, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, misurata al netto della stagionalità, è stata pari al 9,2%, risultando invariata rispetto al trimestre precedente e in aumento (+0,4 punti percentuali) nei confronti del primo trimestre del 2011. Il reddito disponibile in valori correnti è diminuito dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, mentre è aumentato dello 0,9% rispetto al corrispondente periodo del 2011.

Tenendo conto dell’andamento dell’inflazione, il potere di acquisto delle famiglie consumatrici (cioè il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in termini reali) è diminuito dell’1% rispetto al trimestre precedente e del 2% rispetto al primo trimestre del 2011.

Diminuisce inoltre il tasso di investimento delle famiglie consumatrici. Questo – definito dal rapporto fra gli investimenti fissi lordi, che comprendono esclusivamente l’acquisto di abitazioni, e il reddito disponibile lordo –  è stato pari al 6,7%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,4 punti rispetto al primo trimestre del 2011. In particolare c’è una forte flessione dell’acquisto di abitazioni, che costituisce gli investimenti fissi lordi: l’Istat registra un calo consistente pari al 2,7% rispetto al trimestre precedente e al 4,6% rispetto ai primi tre mesi del 2011.

La caduta del potere d’acquisto delle famiglie, rapportata al 2008, diventa dunque dell’11,8% e per effetto di questo andamento ogni famiglia taglierà la spesa nel settore alimentare di altri 286 euro annui. È quanto affermano Federconsumatori e Adusbef, sottolineando che con l’ulteriore flessione del potere d’acquisto delle famiglie la situazione si fa ancora più drammatica e che “la caduta complessiva della capacità di acquisto a partire dall’inizio della crisi ammonterà a fine 2012 a ben -11,8%. Una perdita gravissima, che non potrà che avere ricadute disastrose sui consumi e sulla produzione”.

Se prima l’Osservatorio nazionale Federconsumatori stimava una caduta del 3,2% dei consumi, oggi si rischia di arrivare a una flessione di oltre il 5% con ricadute pesanti sulle famiglie, che stanno tagliando anche sugli alimentari – come evidenziato solo ieri dallo stesso Istat. In particolare, stimano le due associazioni, a causa della forte contrazione del potere di acquisto, la riduzione dei consumi alimentari di una famiglia media sarà pari a circa 286 euro annui. “Un taglio che equivale alla rinuncia della spesa alimentare per 18 giorni”.

Secondo il Codacons i dati dell’Istat sul potere d’acquisto delle famiglie sono peggiori delle previsioni. Spiega il presidente  Carlo Rienzi: “Addirittura rispetto al 2011, quando il potere d’acquisto delle famiglie scese dello 0,5%, nel 2012 si sta registrando un calo 4 volte maggiore e pari al 2%. Segno evidente che le famiglie sono oramai allo stremo. Adesso si pone uno scenario allarmante. A fronte della pesante perdita del potere d’acquisto, infatti, le famiglie reagiranno tagliando ancor più i consumi, con danni incalcolabili per il commercio e per l’economia nazionale”.

Se ancora ce ne fosse bisogno, i dati dell’Istat testimoniano la difficoltà in cui si dibattono le famiglie consumatrici italiane. Sostiene il segretario generale Adiconsum Pietro Giordano: “Una situazione come questa non si risolve con aumenti di tasse o con operazioni di Spendig Review. Per uscire dalla crisi le famiglie devono essere certe del proprio reddito e riprendere a risparmiare. Per questo chiediamo al Governo di ridurre il carico fiscale, ma soprattutto di varare interventi incisivi e immediati di sostegno alle famiglie come la sospensione delle rate del credito al consumo per quelle in particolari difficoltà”.

Un commento a “Istat, potere d’acquisto famiglie cala del 2% in un anno”

  1. Non so dove li andate a prendere questi dati ma,mi sembra la media del pollo diviso in due,dove uno ne prende tre quarti e l’altro solo un quarto.Nella realtà di tutti igiorni io noto soltanto che vedo gente (prima singolarmente adesso anche in coppia)che va a cercare roba nella spazzatura vicino ai mercatini rionali.Queste medie vanno fatte tenendo conto di un proletariato ormai alla frutta che delinea una media e una borghesia più satolla che ne delinea un’altra,così si fotografa la realtà