Istat, potere d’acquisto e risparmio ai minimi storici

Non serve la palla di vetro per capire che, da tempo, il potere d’acquisto degli italiani si è ridotto ai minimi storici e la loro tradizionale propensione al risparmio è stata messa a dura prova. Tanto che tra aprile e giugno 2012 la propensione al risparmio è calata dello 0,6% rispetto ai primi 3 mesi dell’anno e dello 0,5% sullo stesso periodo del 2011. Il dato più basso dal 1999. A dirlo è l’Istat, secondo cui il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti è diminuito dell’1% sul trimestre precedente e dell’1,5% rispetto al secondo trimestre del 2011.

Tenuto conto dell’inflazione, il potere di acquisto degli italiani si è ridotto dell’1,6% rispetto ai primi 3 mesi dell’anno e del 4,1% rispetto a un anno fa. Tra i primi sei mesi del 2012 e i primi 6 mesi del 2011, il potere d’acquisto delle famiglie è calato del 3,5%; si tratta del calo tendenziale più marcato dal 2000.

A fare due conti ci pensa il Codacons, secondo cui si tratta di una mazzata sulle famiglie italiane, superiore addirittura alla perdita di potere d’acquisto subita nel 2009, l’anno buio della crisi: è come se una famiglia di 3 persone avesse perso 1407 euro rispetto al 2011 e una famiglia di sole 2 persone 1.192 euro. “Una tassa invisibile, una ferita che sta dissanguando gli italiani. In queste condizioni il crollo dei consumi non potrà che proseguire anche nel 2013 e la ripresa sarà sempre meno vicina. Per questo il Codacons chiede al Governo un dl salvafamiglie, mirato a salvaguardare la capacità di spesa delle famiglie erosa da inflazione, tasse, disoccupazione, blocco degli stipendi, mancati rinnovi contrattuali“.

Secondo gli ultimi aggiornamenti l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, il potere d’acquisto delle famiglie si è ridotto di oltre il 13,2% dal 2008 ad oggi. Una perdita media di circa 3.907 euro a famiglia. E solo quest’anno si prospetta una diminuzione del 5% dei consumi, con una minore spesa complessiva di oltre 35,5 miliardi di euro. Per non parlare del risparmio, di cui ormai non è rimasta neanche più la propensione! “Bisogna porre fine a questo pericolosissimo circolo vizioso, che sta compromettendo in maniera sempre più grave e profonda il benessere delle famiglie e dell’intero Paese – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef – Per fare ciò bisogna agire in maniera determinata, avviando una detassazione, a partire dalle tredicesime, per le famiglie a reddito fisso ed i pensionati; rilanciando gli investimenti per lo sviluppo tecnologico e la ricerca, fondamentali anche dal punto di vista di una ripresa occupazionale. I fondi utili ad intraprendere tali operazioni vanno ricercati, oltre che attraverso una maggiore lotta all’evasione ed agli sprechi, esprimendo subito il sì dell’Italia alla Tobin tax e ricorrendo alla vendita di parte delle riserve auree per finanziare la ripresa”.

Secondo Adiconsum questi dati confermano ancora una volta che l’Italia sta vivendo una fase di “recessione pesantissima che sta allargando – precisa il Segretario Generale Pietro Giordano – la forbice tra chi è ricco e chi è debole economicamente, tra chi evade le tasse e chi si vede erodere reddito da tasse che hanno raggiunto livelli insopportabili di pressione impositiva”. “Progressivamente si erodono anche i risparmi per poter reggere l’impatto di una crisi pesantissima e costante nel tempo e non si investe in beni immobili oggi sogno irraggiungibile. Senza potere d’acquisto di salari e pensioni, senza propensione ai consumi – conclude Giordano –  non è possibile rilanciare un’economia stagnante. Si liberino risorse con una pesante e incisiva lotta all’evasione e si inizi a defiscalizzare prodotti e servizi capaci di rimettere in moto l’economia del Paese”.

La Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta così: riduzioni così non si vedevano da più di 10 anni. La situazione è ormai al limite, 2 famiglie su 3 riescono ad arrivare a fine mese solo con tagli radicali alla spesa, compresa quella per cibo e bevande. I conti degli italiani segnano profondo rosso. Anche nel secondo trimestre dell’anno il potere d’acquisto delle famiglie continua a diminuire, toccando i minimi dal 2000, e nello stesso tempo crolla ai livelli del 1999 la propensione al risparmio. E’ la conseguenza di una crisi che continua a mordere e che si abbatte come un macigno sui consumi, prima di tutto quelli alimentari.

“Con questi dati semestrali – commenta Confesercenti – non c’è dubbio che il 2012 possa rivelarsi una débâcle, di cui faranno le spese le aziende che lavorano sul mercato interno e tutte quelle piccole imprese che fino ad ora hanno lottato per resistere all’urto della crisi. Una lotta durissima, come testimonia il saldo di chiusura e apertura di imprese nel primo semestre 2012, negativo per più di 13mila unità. Chiediamo con urgenza un cambiamento di rotta, non solo per una definizione della nuova legge di stabilità, ma anche con misure di alleggerimento fiscale per ridare fiato a imprese e famiglie, assieme a un drastico giro di vite sugli sperperi eclatanti della spesa pubblica. Sulla testa degli italiani, inoltre, grava ancora il previsto aumento dell’IVA: è ora che il Governo dia a famiglie e imprese la certezza che sia stato definitivamente cancellato”.

Secondo i dati di Coldiretti il 61% degli italiani ha tagliato la spesa per effetto del crollo del potere d’acquisto, mentre un 6% non riesce ad arrivare a fine mese. Una crisi che svuota inesorabilmente il carrello della spesa con un crollo degli acquisti di latte del 7% e di olio del 5%, di pesce (-4%), carne di maiale e vino (-2%), frutta, pasta e carne di manzo (-1%). Il 62% degli italiani si trova costretto a fare lo slalom tra gli sconti al supermercato e quasi la metà dei consumatori fa addirittura la spola tra diversi negozi per confrontare i prezzi più convenienti. Aumentano gli italiani che acquistano prodotti locali (40%) e scelgono solo frutta e verdura di stagione (50%) magari senza intermediazione con un balzo record del 23% in un anno degli acquisti fatti direttamente dal produttore, resi possibili dalla rete degli agricoltori di Campagna Amica.

 

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