Italia al centro di Eurogruppo ed Ecofin. Soddisfazione per misure presentate da Monti

La due giorni di Mario Monti a Bruxelles in veste di Ministro dell’Economia italiano si è aperta con l’Eurogruppo di ieri. Alla riunione dei ministri dell’Economia dei 17 Paesi zona euro si è parlato soprattutto d’Italia e del rapporto redatto dalla Commissione con le misure suggerite al governo italiano.

Il Commissario agli affari economici e monetari, Olli Rehn, ha parlato di “sfide formidabili” che l’Italia dovrà affrontare ma allo stesso tempo di “fiducia nel nuovo esecutivo Monti”. Obiettivo resta il pareggio di bilancio nel 2013 e il rilancio della crescita attraverso “misure aggiuntive necessarie” e “un’agenda ambiziosa, dettagliata e anche vincolata a precise scadenze”. Queste misure riprendono le promesse contenute nella lettera consegnata da Silvio Berlusconi a Bruxelles il 26 ottobre scorso prima delle sue dimissioni.

Pensioni, fisco, e lavoro. Secondo le raccomandazioni di Bruxelles, l’Italia deve accelerare sull’innalzamento dell’età pensionabile anche per le donne nel settore privato e fermare l’indicizzazione automatica degli assegni, esclusi quelli più bassi. Per quanto riguarda la fiscalità, al già in vigore aumento dell’Iva, bisogna arrivare quanto prima al ritorno della tassazione sulla prima casa (Ici) già annunciata da Monti dopo la sua proclamazione a Premier. Infine il capitolo più delicato, il lavoro. Tra le misure da prendere rientra una maggior flessibilità dei lavoratori in uscita e quindi una modifica dell’articolo 18. L’ipotesi avanzata da Monti, in merito alla possibilità di tenere in considerazione il peggioramento del ciclo economico nel calcolo degli obiettivi di bilancio, resta una proposta “di medio e lungo termine da valutare e discutere nel più ampio ambito dell’Eurozona”.

Riforma dei Trattati Ue. Auspicata a più riprese dalla Germania, questa possibilità ha visto la chiara opposizione del presidente dell’Eurogruppo, il lussemburghese Jean Claude Juncker. Il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso, al termine di un incontro con i leader delle organizzazioni non confessionali tenutosi sempre a Bruxelles, ha detto “si alle modifiche dei Trattati ma solo se rafforzano l’Ue, non se la dividono, e la moneta unica europea”. Sulla stessa lunghezza d’onda è sembrato il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy. “Per stare in una zona Euro che abbia una struttura credibile occorre sacrificare la sovranità nazionale”. “La crisi dei debiti è ora sistemica e ha bisogno di una risposta sistemica per giungere ad una soluzione”.

Soddisfazione e ottimismo di Monti al termine dell’Ecofin di oggi. Difendere la moneta unica e rafforzare la governance economica, questi i due must della riunione ufficiale dei 27 ministri dell’Economia europei. Alla riunione, dove è stata ancora una volta riaffermata l’importanza di implementare il cosiddetto “six packs” a livello di governance, si è parlato soprattutto di Italia e di come creare dei “firewall” attorno alla moneta unica europea. “Le ulteriori misure strutturali del governo saranno disegnate in modo da avere effetti di riduzione del disavanzo già nel breve termine”, ha detto Mario Monti in conferenza stampa, assicurando così il pareggio di bilancio italiano nel 2013. Monti non ha voluto tuttavia precisare l’entità della manovra correttiva suggerita dal commissario Ue agli Affari economici Olli Rehn, che dovrebbe comunque aggirarsi sugli 11 miliardi.

“Ciò che facciamo con l’Europa lo facciamo perché è nell’interesse nazionale, nell’interesse dei giovani, degli italiani che non sono ancora nati”, ha detto Monti in riferimento alla manovra finanziaria che verrà presentata a Roma lunedì prossimo. Per far questo Monti ha assicurato che “le misure decise dal precedente governo saranno pienamente implementate. Monti ha poi specificato che in questa delicata fase “è importante per l’Italia stare accanto a Germania e Francia, essendo l’Italia la terza economia della zona euro”. Monti ha poi lanciato “un appello al senso di urgenza e responsabilità per arrivare rapidamente anche al varo degli interventi sulle pensioni”.

“Non c’è mai stata nessuna richiesta di aiuti all’Fmi”, ha ripetuto Monti che ha anche incontrato il nuovo direttore europeo del Fmi con cui ha definito “le modalità di monitoraggio dell’Italia che avrà luogo dopo il 5 o il 9 dicembre”. La missione dell’Fmi tornerà infatti in Italia dopo il Consiglio europeo del 9 dicembre in cui il governo italiano illustrerà all’Europa le misure concrete della manovra finanziaria italiana.

di Alessio Pisanò

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