La bussola dei diritti. ePayment, cosa c’è da sapere sulla direttiva PSD2

Il 13 gennaio 2018 l’Italia si appresta a recepire la PSD2 –Payment Services Directive 2-, la direttiva europea sui servizi di pagamento nel mercato interno emanata dal legislatore comunitario con il fine ultimo di armonizzare la normativa presente nei diversi Paesi europei e agevolare lo sviluppo di servizi di pagamento digitali. La procedura di recepimento è stata avviata dal Governo con uno schema di decreto legislativo. La disposizione europea consentirà ai consumatori di utilizzare il sistema dei pagamenti digitali (tramite pos, tablet, smartphone) con maggiori tutele e garanzie.

La nuova norma europea abroga la precedente direttiva 2007/64/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio sui servizi di pagamento, e introduce delle novità tra cui  la presenza di nuovi soggetti all’interno del mercato dei sistemi di pagamento e la possibilità di effettuare pagamenti direttamente accedendo dai propri smartphone o tablet in modalità mobile, ponendo in essere sistemi di pagamento digitali alternativi a quelli tradizionali attualmente operativi. In pratica, il dettato normativo introduce una serie di novità da monitorare, andando a modificare anche alcune situazioni già in vigore. Tra queste ultime possiamo annoverare un tetto alle commissioni interbancarie sulle carte di pagamento per il loro utilizzo, il divieto del c.d. surcharge, ossia il divieto di applicare un sovrapprezzo per l’utilizzo di un determinato strumento di pagamento, la riduzione da 150 a 50 euro della franchigia che un utente potrà essere obbligato a pagare nel caso di operazione non autorizzata addebitata sulla propria carta di pagamento, le commissioni di importo ridotto per i micropagamenti fino a 5 euro. Tra le novità assolute  invece, troviamo l’open banking che permetterà agli utenti che utilizzano un conto corrente online di effettuare pagamenti o accedere alla rendicontazione bancaria attraverso dei programmi software ah hoc (API), realizzati da terze parti autorizzate, consentendo così ad altri attori di sfruttare dati e infrastrutture per fornire a loro volta servizi finanziari.

Il continuo divenire delle nuove tecnologie digitali hanno portato a un utilizzo sempre maggiore di smartphone e device che va di pari passo con le esigenze dei nuovi dettami europei che andranno ad ampliare la competizione tra i diversi player nel mercato, tanto da rendere possibile per il futuro perfino pagamenti tramite Facebook o Google pur mantenendo ciascuno il proprio conto corrente.

Solo di recente si sta parlando della direttiva PSD2 e delle sue novità, più di preciso in seguito allo schema di decreto legislativo del Consiglio dei ministri del 15 settembre scorso avente ad oggetto il recepimento della direttiva europea sui servizi di pagamento nel mercato interno e l’adeguamento della normativa nazionale al regolamento Ue relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento su carta. L’attuazione della norma comunitaria si lega  perfettamente con l’utilizzo del Pos e con le previsioni di promozione all’utilizzo della moneta elettronica legate a una maggiore tutela a favore dei consumatori, se si pensa che va a incentivare l’innovazione e la trasparenza, oltre che la concorrenza soprattutto dal lato della sicurezza delle transazioni, da una parte attraverso un maggiore sviluppo dei pagamenti digitali, dall’altra con una riduzione delle frodi per gli acquisti effettuati online. Da non sottovalutare poi la riduzione anche del fenomeno dell’evasione fiscale che questo sistema andrebbe a favorire.

 

di Claudia Ciriello

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