Legge di Stabilità, Associazioni: servono più misure per la crescita

La legge di stabilità deve avere misure più consistenti per la ripresa. E’ quanto sostengono in una nota congiunta ABI, Alleanza delle Cooperative Italiane, ANIA, Confindustria, ReteImprese Italia secondo le quali il provvedimento deve “dare i segnali  necessari alla società e all’economia per rinvigorire la fiducia in se e nel futuro”. 

Le Associazioni rilevano, altresì, che manca una rapida e decisa azione di tagli alla spesa pubblica e la indicazione di una prospettiva di ammodernamento strutturale dello Stato e di ridefinizione dei compiti della sfera pubblica, da avviare subito.

“Nella consapevolezza dei limiti imposti dai conti pubblici proporremo al Parlamento di rafforzare l’impianto in alcuni punti fondamentali, a partire da una riduzione più incisiva del cuneo fiscale e del costo del lavoro, che abbia effetti sensibili sulla competitività delle imprese e sul reddito disponibile dei lavoratori; agendo sull’accesso al credito sia attraverso la garanzie sia attraverso la patrimonializzazione delle imprese e delle banche, trovando risorse sia strutturali sia straordinarie (rimpatrio dei capitali, rivalutazione quote della Banca di Italia) e dando  impulso alla ricerca e all’innovazione” concludono le Associazioni.

Critiche anche da parte di Federconsumatori. L’Associazione, in particolare, si riferisce al  nuovo ridimensionamento del tetto del 5xmille.”Un vero e proprio scippo ai danni delle associazioni no-profit che operano attivamente per l’assistenza e la tutela dei cittadini” sostiene Federconsumatori secondo cui “tale misura appare ancora più scandalosa e sconcertante se si pensa che, nello stesso provvedimento, si è deciso di evitare un aggravio della tassazione sulle rendite finanziarie e di “regalare” importanti risorse alle banche (1 miliardo di profitti in più in 2 anni)”.

Un appello anche dal Terzo Settore (ActionAid, AIRC – Associazione Italiana Ricerca sul Cancro, AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla, AMREF, Associazione Italiana Celiachia, CESVI, Emergency, FAI – Fondo Ambiente Italiano, Fondazione Don Gnocchi, Fondazione Telethon, Greenpeace, Lega del Filo d’Oro, Medici senza Frontiere, Save the Children, Terre des Hommes, Unicef, World Vision, WWF) per  “restituire alle organizzazioni non profit quello che 17 milioni di contribuenti italiani hanno loro assegnato, fissando lo stanziamento del 5 per mille ad almeno 500 milioni di euro”.

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