Legge di Stabilità: verso stop al taglio Irpef, non aumenta Iva al 10%

Stop al taglio di un punto delle aliquote Irpef, che andrà a compensare il mancato aumento dell’Iva al 10%, mentre rimane invariata la decisione di aumentare quella al 21%. Governo e maggioranza, in un incontro che si è svolto nei giorni scorsi con i relatori della Legge di Stabilità, riscrivono in parte i contenuti del provvedimento: addio dunque ai tagli alle prime due aliquote Irpef, in compenso arriva la sterilizzazione dell’aliquota Iva al 10%, mentre rimane l’aumento di quella al 21%. L’accordo prevede anche che la stretta sul fronte delle detrazioni e delle deduzioni non sarà retroattiva ma scatterà dal  2013. Ancora aperta invece, anche se di difficile soluzione, la trattativa per la revisione delle franchigie e del tetto agli sconti fiscali. Previste anche misure per la riduzione del cuneo fiscale.

Questi dunque gli obiettivi di una “riscrittura” della Legge di Stabilità a parità di saldi. Per l’esame del provvedimento bisognerà però aspettare la prossima settimana, quando in Commissione Bilancio alla Camera è già previsto l’arrivo di una valanga di emendamenti.

Nel frattempo, l’annuncio della rinuncia all’aumento dell’Iva al 10%, compensando il minor gettito con il salto della riduzione delle aliquote Irpef, ha raccolto i primi commenti. Per il Codacons “si tratterebbe di una buona notizia, se non fosse una presa in giro delle famiglie italiane – afferma l’associazione – La riduzione di gettito per non aver ritoccato l’aliquota del 10%, infatti, è di 2,324 miliardi, a fronte di un maggiore entrata che, per la sola mancata diminuzione di un punto delle prime due aliquote Irpef  è pari, per il 2013, a 4,271 mld, ossia quasi il doppio.  Il Governo, quindi, avrebbe maggior spazio per non ritoccare anche l’aliquota del 21% se non volesse nuovamente intervenire a favore delle imprese, riducendo il cuneo fiscale. Un errore, questo, colossale – prosegue il Codacons – Monti, infatti, si ostina a dare ossigeno ad imprese che non possono guarire fino a che gli italiani non ricominceranno ad  acquistare i loro prodotti. Ecco perché andrebbero indirizzate tutte le risorse che si rendono disponibili alle famiglie e soltanto a loro”.

Coldiretti è soddisfatta perché si eviteranno rincari su beni di largo consumo. “Niente aumenti per carne, pesce, yogurt, uova, ma anche per riso, miele e zucchero per i quali si continua ad applicare l’Iva al 10% grazie all’intesa raggiunta tra governo e maggioranza che risparmia dall’aumento dell’Iva la gran parte dei prodotti alimentari di grande consumo”, emerge da un’analisi dell’associazione sugli effetti delle modifiche annunciate. “Una scelta necessaria per scongiurare ulteriori effetti depressivi sulla domanda di fronte – sottolinea Coldiretti – al drastico calo dei consumi che per gli alimentari ha raggiunto il 3 per cento in quantità nei primi nove mesi dell’anno”.

Comments are closed.