Nuove farmacie? MNLF: poche e in zone scarsamente popolate

Si era parlato di 5000 nuove farmacie tutte pronte a farsi concorrenza tra di loro. Era stato presentato così il decreto sulle liberalizzazioni ma oggi, a distanza di un mese dal via libera definitivo c’è chi mete in discussione quel numero. E’ il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti secondo cui “Il numero delle farmacie che si potrebbero aprire sarà inferiore a quanto auspicato da governo e cittadini”.Vincenzo Devito, presidente del MNLF, spiega così le sue ragioni: “E’ una “babele” di comportamenti diversi con la costante tendenza ad aprire il minor numero di esercizi sul territorio .Il fatto più eclatante è che alcune regioni capofila, come Lombardia, Veneto, Lazio, Umbria, Piemonte e in parte anche le Marche, abbiano interpretato alcuni termini della legge in senso restrittivo, e là dove scattava una nuova sede perché il nuovo quorum veniva superato per il 50% le amministrazioni abbiano deciso di rinunciare ad aprire un nuova farmacia”. Alcune amministrazioni comunali hanno fatto il proprio dovere mentre altre si sono lasciate tentare dai pareri dei titolari di farmacia, seppur espressamente negato dalla legge. Così in alcuni casi i comuni hanno indicato zone scarsamente popolate, lontano dai centri abitati e soprattutto lontano dalle farmacie già esistenti.

“In numerosi casi le zone individuate non consentiranno la  “sopravvivenza” economica e questo malgrado nei centri cittadini vi siano interi quartieri di oltre 10.000 abitanti con una sola farmacia” conclude Donvito che ritiene inderogabile l’intervento del Ministero della Salute perché faccia chiarezza su alcune interpretazioni “bizantine” e conservatrici della legge, anche perché sono stati annunciati centinaia di ricorsi già in questa prima fase che rischiano di bloccare l’intero procedimento.

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