Liberalizzazioni alle porte, un decreto entro il 20 gennaio

Il tanto annunciato pacchetto sulle liberalizzazioni è ormai alle porte: il Governo Monti dovrebbe varare un provvedimento d’urgenza prima del 20 gennaio 2012.

Ne aveva parlato domenica scorsa, durante la trasmissione “Che tempo che fa”, il premier Mario Monti e lo ha confermato ieri, intervenendo a “Porta a Porta”, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà.

L’ex Presidente dell’Antitrust è entrato più nei dettagli: ci sarebbe già un documento, su cui si sta lavorando, che tocca tutti i settori, dall’energia ai trasporti, dalle banche alle assicurazioni, dalle farmacie ai notai, fino anche all’acqua, senza però toccare il referendum.

Adiconsum chiede che venga liberalizzato anche il commercio, nel settore dei prodotti no-food, dove oggi la concorrenza è limitata al solo periodo dei saldi. “Ciò porterebbe ad un risparmio significativo sugli acquisti giornalieri dei consumatori – dichiara Pietro Giordano Segretario Generale Adiconsum – e favorirebbe una vera concorrenza fra gli operatori commerciali che potrebbero misurarsi fra loro in termini di professionalità, assistenza ai clienti e vendita di merci e prodotti ad un sempre migliore rapporto qualità-prezzo, con indubbi benefici per l’economia dell’intero Paese”.

Federconsumatori e Adusbef ritengono le liberalizzazioni necessarie “per lasciarci alle spalle la fase di preoccupante recessione in cui si trova il Paese” e per dotare l’Italia di “servizi qualitativamente più elevati, maggiormente efficienti e competitivi, e per abbandonare i tristi primati per le tariffe più elevate, che deteniamo ancora in molti settori”. Dai trasporti ai carburanti, dalle farmacie agli ordini professionali, rendendo più competitivi questi settori si otterranno importanti benefici per le famiglie.

Secondo le Associazioni complessivamente la ricaduta positiva sarebbe di circa 21,6 miliardi di euro, con benefici fino a 900 euro annui a famiglia. “Anche nei settori teoricamente già interessati da precedenti liberalizzazioni è necessario intervenire con maggiore determinazione, per far sì che comportamenti anomali e cattive gestioni non intralcino i benefici per i cittadini. E’ questo il caso, ad esempio, di banche ed assicurazioni, settori che detengono ancora il primato per costi elevatissimi rispetto al resto d’Europa a fronte, spesso, di un servizio di bassa qualità”.

Ma c’è anche chi è un po’ scettico, come l’Aduc che critica la politica degli annunci. L’Associazione ricorda la promessa, fatta nel 2001 da Berlusconi, di portare a due le aliquote delle tasse, al 23 e al 33%. “Il governo Monti annuncia decreti per liberalizzare alcuni settori, il che provoca le manovre delle varie lobby contrarie alle innovazioni. Sarebbe opportuno, dopo aver ascoltato (non concertato) le parti, arrivare a provvedimenti concreti da annunciare nel momento che si attuano. Dei  preannunci siamo un stanchi”.

 

2 Commenti a “Liberalizzazioni alle porte, un decreto entro il 20 gennaio”

  1. francesco ha detto:

    le liberarizzazioni/privatizzazioni in Italia ,vedi le varie esperienze passate,come primo impatto servono solo ad abbassare i livelli di salario,diritti e normative di lavoro dei lavoratori interessati,che nel campo ferroviario si stanno già attuando e coincidono con un abbassamento degli standard di sicurezza,e a favorire l’imprenditore di turno che acquisisce a quattro soldi un bene nazionale,poi dopo breve tempo iniziano a rimetterci anche gli utenti del servizio,poichè la qualità rimmarrà la stessa o aumenterà di poco,ma le tariffe saliranno molto,poichè,soprattutto un servizio come quello ferroviario,se non ha forti contributi dallo Stato,è molto oneroso da mantenere…..quindi è una bufala quello che ci vogliono far credere che la salvezza del trasporto ferroviario sono i privati!!!! meditate gente!!!!!

  2. antonimo ha detto:

    Catricalà ed i suoi degni compari hanno fretta e vogliono fare le “privatizzazioni” prima che la gente si svegli e li insegua con i forconi fino all’inferno dove meritano di essere cacciati. Il vero progetto è quello di ridurre gli italiani ad una massa informe di persone sottopagate e sfruttate dalle Coop, dalla Marcegaglia, dalle multinazionali e dalle banche che, con i nostri soldi, compreranno tutto a prezzi stracciati. Sono costoro i veri nemici dell’Italia.