Liberalizzazioni, CGIA Mestre: costi di gestione dei taxi sono i più alti d’Europa

Le liberalizzazioni stanno spaccando il paese. I consumatori le invocano da tempo per aprire le maglie ingessate della società italiana, mentre le categorie interessate dalle possibili novità salgono sulle barricate o fanno sentire, in modo più o meno veemente, la loro protesta nei confronti di provvedimenti di rinnovamento che il Governo si appresta a varare.Nel dibattito è entrata anche la CGIA di Mestre, che già la scorsa settimana aveva chiesto di avviare il processo da energia, carburanti e Rc auto, prima che dai farmaci di fascia C – ma la strada verso l’apertura di questo mercato è irta di ostacoli, come emerge dalla denuncia di due giorni fa dei parafarmacisti – e dai taxi, ormai in mobilitazione permanente e a tratti selvaggia, specialmente nella Capitale, dove oggi è un nuovo giorno di protesta e sono pochissime le auto bianche in circolazione. Questa mattina alla Stazione Termini non si contava un taxi.

Secondo le ultime notizie in circolazione, nella nuova bozza del Governo ci sarebbe la liberalizzazione di orari e turni per le farmacie. Mentre a far da sponda ai tassisti è in qualche modo la CGIA di Mestre, che proprio oggi denuncia: in Italia i costi di gestione dei taxi sono i più alti d’Europa.

“Il gasolio per autotrazione costa quasi il 16% in più, il peso della pressione tributaria (ovvero, le  imposte, le  tasse ed i tributi sul Pil) è superiore di 3 punti percentuali  – spiega la CGIA – l’assicurazione dell’autovettura costa addirittura il 58% in più; mentre l’aumento medio del listino prezzi delle autovetture registrato nell’ultimo anno è stato superiore del 2,7%”. Commenta il segretario della CGIA di Mestre Giuseppe Bortolussi:“Riteniamo che tutti i processi di liberalizzazione dovrebbero avere come obiettivo quello di ridurre i costi a carico dei consumatori e migliorare le condizioni generali di mercato. In queste ultime settimane, invece, ci è parso di capire che la deregolamentazione cui il Governo darà luogo nei prossimi giorni, verrà usata come strumento per ‘colpire’ alcune categorie di operatori economici che non godono di un particolare consenso presso l’opinione pubblica. Possibile che i problemi dell’economia italiana siano i tassisti, i proprietari dei chioschi lungo le spiagge, gli edicolanti e i farmacisti ? E’ vero che da qualche parte bisogna pur cominciare, ma perché iniziare dalla ‘coda’ se è palese a tutti che bisogna intervenire sulle assicurazioni, sulle banche e sul settore  energetico?”.

Diversa la valutazione delle associazioni dei consumatori. L’Aduc ad esempio denuncia “città a ferro e fuoco per i blocchi dei servizi pubblici dei tassisti, disordini e minacce per quei pochi tassisti che non si vogliono sottomettere alle imposizioni della maggioranza. Tutto come previsto in chi si è abituato a lavorare in condizione di privilegio contro l’utenza”. Per l’associazione, il Governo deve al tempo stesso liberalizzare e garantire il servizio di trasporto pubblico. “Quindi,  a fronte di scioperi non programmati ma di serrate, ci aspettiamo, come generalmente avviene e come prevede la legge, le relative sanzioni – afferma l’Aduc – ma ci aspettiamo anche che, nell’emergenza dello specifico siano presi provvedimenti per garantire questo servizio pubblico essenziale, portando anche altri soggetti in sostituzione, tipo ncc, per esempio”.

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