Manager pubblici ‘graziati’, Federconsumatori: uno schiaffo a pensionati e operai

“Pur avendo grande rispetto delle decisioni assunte dalla Corte Costituzionale, non condividiamo affatto il pronunciamento che ha dichiarato illegittimo il taglio dei compensi al di sopra dei 90.000 Euro ai dipendenti pubblici”. E’ questo il commento di Federconsumatori alla decisione della Consulta che ha stabilito, in particolare, l’illegittimità dell’articolo 9, nella parte in cui dispone che – a decorrere dal primo gennaio 2011 e sino al 31 dicembre 2013 – “i trattamenti economici complessivi dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, previsti dai rispettivi ordinamenti, delle amministrazioni pubbliche, siano ridotti del 5% per la parte eccedente il predetto importo fino a 150.000 euro, nonché del 10% per la parte eccedente 150.000 euro”. Per la Corte Costituzionale, “il tributo imposto determina un irragionevole effetto discriminatorio”.

Per quanto riguarda i magistrati, la Consulta ha bocciato anche il comma 22 dello stesso articolo, dove dispone che non siano erogati, “senza possibilità di recupero, gli acconti degli anni 2011, 2012 e 2013 ed il conguaglio del triennio 2010-2012″. E che “per il triennio 2013-2015 l’acconto spettante per il 2014 è pari alla misura già prevista per l’anno 2010 e il conguaglio per l’anno 2015 viene determinato con riferimento agli anni 2009, 2010 e 2014”.

Ma Federconsumatori non ci sta: “Per risollevare le sorti del Paese in questi difficili tempi di crisi hanno contribuito tutti, dai pensionati ai dipendenti pubblici “semplici”, quelli che non percepiscono stipendi milionari, ed in generale tutti i cittadini, che non solo hanno pagato salatamente le conseguenze delle manovre economiche, ma hanno dovuto rinunciare ai servizi ed agli standard di vita a cui erano abituati.È inaccettabile che a sfuggire a questo meccanismo siano unicamente i manager pubblici, che hanno percepito e torneranno a percepire stipendi milionari”.

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