Moneta elettronica, nasce associazione Cashlessway

Lotta al contante: arriva una nuova iniziativa che prende spunto dalla contraddizione registrata in Italia, dove 25 milioni di cittadini possiedono uno smartphone, ci sono 72 milioni di carte attive fra credito, debito e ricaricabili ma solo il 15% dei pagamenti è realizzato attraverso strumenti “no cash”. Nasce infatti la prima associazione per la cultura digitale dei pagamenti: si chiama CashlessWay, Global Hub for ePayment Culture e si pone come primo punto di riferimento in Europa per il settore dell’epayment. 

Si tratta di un think-tank in grado di studiare e realizzare iniziative rivolte al pubblico per fare luce sui vantaggi dei pagamenti elettronici e incentivare una maggiore consapevolezza sugli strumenti di pagamento. CashlessWay nasce per volontà di Geronimo Emili e Andrea Begnini che da oltre tre anni si occupano di lotta al contante promuovendo il No Cash Day, la prima giornata contro il cash, pubblicando dal 2010 il blog Waroncash.org e mettendo in atto iniziative come il #Nocashtrip, il primo viaggio senza contanti realizzato da due blogger e un giornalista.

Il punto di partenza dell’associazione è proprio la contraddizione del sistema Italia, dove è forte la diffusione degli smartphone, 23 milioni di utenti operano sui social media, sono attive 72 milioni di carte ma solo il 15% delle transazioni è fatto senza contante e solo la metà di questo 15% con carte di pagamento. E’ un divario forte rispetto all’Europa che, se colmato, potrebbe generale un risparmio complessivo per l’economia pari allo 0,3% del Pil. Allo stesso tempo, i promotori dell’associazione ricordano la percentuale di sommerso diffuso in Italia, anch’esso su percentuali molto superiori rispetto ad altri Paesi europei: in Italia è pari al 17,4% e a 272 miliardi di euro per Confcommercio, mentre secondo Eurispes si arriva fino a 530 miliardi. Tutto questo a differenza dei dati europei, dove il fenomeno del sommerso è stimato al 6,7% in Gran Bretagna, al 5,3% negli Stati Uniti, al 3,9% in Francia e addirittura allo 0,3% in Norvegia.

CashlessWay, spiega dunque l’associazione, “è rivolta a tutto il comparto legato alla moneta elettronica, dalle istituzioni alle banche, circuiti di pagamento, aziende telefoniche, di tecnologia, grande distribuzione, trasporti, merchant on-line, società di consulenza e nuovi strumenti di pagamento, un settore enorme, in grandissima espansione che è invitato a unirsi nella nuova associazione per lavorare assieme in modo concreto dialogando con i consumatori per capire dove sono gli ostacoli a un’ampia diffusione dell’epayment”.

Un commento a “Moneta elettronica, nasce associazione Cashlessway”

  1. nicola ha detto:

    Quante carte vengono clonate la gente è sfiduciata, se ci fosse più trasparenza visto che le carte ci sono perchè non utilizzarli!!!