‘No cash day’, Ispo: italiani pronti alla moneta complementare

“Serve incentivare l’utilizzo della moneta elettronica e, intanto, Regione Lombardia studia il progetto per l’introduzione di una moneta completare all’euro”. Questi i due concetti espressi da Andrea Gibelli, vice presidente e assessore all’Industria e Artigianato di Regione Lombardia, partecipando, a Palazzo Pirelli, alla presentazione di ‘No cash day: la giornata contro il denaro contante’, primo evento internazionale dedicato alla riduzione del denaro contante e alla promozione dei sistemi di pagamento elettronico. Nel corso dell’incontro è stato presentato anche un sondaggio sull’utilizzo della moneta contante condotto dall’Ispo di Renato Mannheimer.Dal sondaggio emerge che la maggioranza del campione (57 per cento) conosce la moneta complementare, ciò soprattutto tra gli utilizzatori di carte di credito. Quasi due intervistati su tre sarebbero disposti a utilizzarla. Tra quanti non ne hanno mai sentito parlare, oltre il 47 per cento si dice disponibile a utilizzarla. Tra chi sicuramente la utilizzerebbe, ci sono coloro che usano spesso le carte di pagamento.

Dalla ricerca Ipso emerge anche che il 79 per cento del campione intervistato è d’accordo che, per contenere i costi del contante, è necessario incentivare l’utilizzo della moneta elettronica. In pochi sono a conoscenza, solo il 37 per cento, che i contanti costano al sistema Paese oltre 10 miliardi di euro all’anno. Il 52 per cento si rivela molto favorevole ai sistemi di pagamento elettronico e oltre il 28 per cento lo è abbastanza. Tra gli utilizzatori più assidui di carte di credito ci sono i residenti nel Nord Est e gli occupati. Ogni Italiano, secondo la ricerca Ipso, spende oltre 200 euro per mantenere il denaro contante.

 Per il secondo anno consecutivo domani, il “No cash day”, una giornata “contro” il denaro contante a favore di quello elettronico, mette in evidenza – anche in termini statistici – la maggior convenienza e sicurezza per il consumatore nell’utilizzo della carta di credito.  Le motivazioni per cui il consumatore dovrebbe smettere di pagare in contanti sono fondamentalmente 3: perché il contante non è gratuito (la sua gestione in Europa vale 50 miliardi di Euro l’anno, 10 di questi spesi dall’Italia); perché c’è una forte connessione fra denaro contante ed evasione fiscale e perché l’uso del contante viene definito “pericoloso” in relazione al numero di rapine in banca.

2 Commenti a “‘No cash day’, Ispo: italiani pronti alla moneta complementare”

  1. telonius ha detto:

    Qualcuno dovrebbe spiegarmi a cosa serve l’euro se conviene non utilizzarlo. Qualcuno che spesso va in tv dichiarando che un’uscita dall’euroo sarebbe una catastrofe, quando lo è già restandoci dentro. La moneta è stata creata come mezzo e non come strumento economico. Questa è la vera distorsione di cui nessuna fa menzione. Non ha senso che la BCE tiri fuori dal cilindro 1 mld di euro e li dia alle banche a tasso agevolato, e gli Stati membri se vogliono euro devono pagare interessi del 5%. Perchè se le banche hanno necessità di liquidità, la BCE preme un tasto e, come per magia, escono fuori tutti i soldi che servono, mentre se avviene un terremoto o se le scuole cadano a pezzi, lo Stato o la BCE non può scucire un euro? Signori svegliatevi da questo incubo. Via dall’euro, via dai banchieri.

  2. Sono daccordo per l’uso del denaro elettronico (carta di credito,bancomat,postamat e simili) ma penso alla terza età non scolarizzata e impreparata a questa novità,chi li aiuterà nel caso di negozianti disonesti che “batterano” cifre diverse a quanto dovuto o,altri inganni che senz’altro qualcuno si inventerà per derubarli? Nel frattempo mi accorgo che molti esercenti espongono il cartello ” no bancomat e carta di credito” gli ho chiesto:”perchè” e mi hanno risposto “troppo costoso per noi”