No Cash Day, la strada dell’epayment passa anche dalla PA

La 5a edizione del “No Cash Day” si pone un obiettivo ambizioso: scommettere sui pagamenti elettronici nei servizi pubblici per dare una spinta significativa al sistema dell’ePayment nel nostro Paese. Stando ai dati della survey proposta da CashlessWay, associazione promotrice della giornata di discussione presso la Camera, i mezzi di pagamento elettronico che vanno per la maggiore tra gli italiani restano il Bancomat (oltre il 50%) e la carta di credito (42,8%), mentre faticano a sfondare sistemi piú innovativi come i mobile wallet (20,8%) e i bitcoin wallet, utilizzati da appena il 5,2%.

nocashI dati di questa indagine, seppure eseguita su un campione non significativo dal punto di vista statistico, combaciano perfettamente con quelli diffusi dalla Banca d’Italia. Dalla stessa analisi emerge che gli italiani sarebbero disposti a utilizzare i pagamenti elettronici per una serie di servizi pubblici di uso quotidiano come il biglietto di autobus e metropolitana (53,9%) e i parcheggi (51,3%), così come per i ticket sanitari e il pagamento delle utenze. Tuttavia é particolarmente diffusa la convinzione che ad impedire realmente la diffusione dei pagamenti cashless vi siano motivazioni di carattere culturale (63%) che si legano ad una scarsa informazione sul tema (46,4%).

Da questo quadro generale si possono trarre, dichiara Geronimo Emili, presidente di CashlessWay, almeno due considerazioni principali dalle quali partire: “Da un lato i servizi al cittadino possono essere una delle strade maestre attraverso cui favorire la diffusione dei sistemi di ePayment – e più in generale della “cultura digitale”– tra la cittadinanza. Dall’altro, l’introduzione dei pagamenti digitali nella PA può contribuire a migliorare o comunque a semplificare il rapporto tra i cittadini e le istituzioni. Se entrambi queste tesi si dimostreranno vere, è evidente che l’introduzione della moneta elettronica nella PA porterà vantaggi sia per i privati che per le imprese e potrà contribuire al rilancio dell’economia, alla riduzione dell’ePayment Divide e al miglioramento del grado di competitività del nostro intero sistema paese”.

Dal canto loro le istituzioni nazionali e locali si stanno impegnando affinché questo obiettivo possa essere raggiunto. “Lo dimostra il fatto che il sistema normativo, pur con i suoi limiti, é ormai definite e molti sforzi di innovazione in questo senso”, sottolinea la vice presidente della Camera Marina Sereni.

Il sistema Pago PA, ideato e lanciato da AgID, Agenzia per l’Italia Digitale, si propone di rendere efficaci su larga scala i pagamenti alla PA in modalitá elettronica, efficientare il sistema di riscossione e garantire un servizio a valore aggiunto al cittadino. “I benefici ricadrebbero su tutte le componenti coinvolte: sui cittadini e le imprese, che avrebbero piú trasparenza nelle operazioni: sulle stesse Pubbliche Amministrazioni che poterbbero velocizzare la riscossione degli incassi e ridurre tempi e costi; sul sistema nel suo complesso che godrebbe di una maggiore accessibilitá”, precisa Maria Pia Giovannini, responsabile dell’area pubblica amministrazione di AgID.

di Elena Leoparco

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