Ocse: Italia, salario medio aumenta meno dell’inflazione. Cuneo fiscale al 47,8%

L’aumento del salario medio in Italia è inferiore al tasso d’inflazione. Il salario medio italiano nel 2013 è infatti aumentato dell’1,3% rispetto all’anno precedente, passando da 29.315 a 29.704 euro, ma l’inflazione nello stesso periodo è salita dell’1,4%. Nel 2013 il cuneo fiscale – la differenza tra il costo totale del lavoro per il datore di lavoro e quanto incassato dal dipendente – è salito al 47,8% per il lavoratore single, con un aumento di 0,1 punti, confermando il sesto posto dell’Italia nella graduatoria dei 34 membri dell’Ocse, a fronte di una media del 35,9%. Fra il 2000 e il 2013, l’aumento del carico fiscale per un lavoratori è stato pari allo 0,7%, passando dal 47,1% al 47,8%. Sempre nel 2013, si è ridotto dello 0,5% il cuneo fiscale per le famiglie monoreddito con due famiglie, che si attesta ora al 38,2% ma al di sopra della media Ocse al 26,4%. Sono i dati principali del rapporto Taxing Wages dell’Ocse.

Per il Codacons “il fatto che olandesi, belgi, tedeschi e austriaci abbiano tutti salari sopra 40 mila euro dovrebbe far riflettere. Mentre negli altri Paesi dell’Eurozona, dopo l’arrivo dell’euro, è stata salvaguardata la capacità di spesa delle famiglie, in Italia i salari sono rimasti al palo, mentre il costo della vita, le tariffe locali e le tasse raddoppiavano. La fine della scala mobile all’inflazione programmata ed i mancati rinnovi contrattali hanno determinato il congelamento dei salari. Il divario così elevato con le retribuzioni degli altri Paesi dimostra anche che 80 euro in più in busta paga, per quanto apprezzabili,  non possono certo bastare per rilanciare i consumi”. Secondo l’associazione, se il Governo vuole dare un segnale di discontinuità col passato “dovrebbe sbloccare i rinnovi del pubblico impiego e reintrodurre la scala mobile all’inflazione programmata. Una misura necessaria considerato che l’unica via per uscire dalla crisi è rilanciare la capacità di spesa di quel 50% di famiglie che, essendo in difficoltà ad arrivare a fine mese, ha dovuto ridurre drasticamente i consumi”.

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