Osservatorio: Abi, diminuiscono i mutui, gli italiani in difficoltà con le rate

Il panorama economico italiano non gode di ottima salute ed è ancora lunga la strada del risanamento. I consumatori affrontano ogni giorno la sfida di riuscire a coprire tutte le spese che si presentano loro con entrate che non sempre sono in grado di adempiere a questo compito, motivo per cui, per tutti coloro che non hanno abbandonato il proposito di comprare una casa propria, è diventato importantissimo confrontare i mutui più vantaggiosi sul mercato per avere la certezza di scegliere un finanziamento di cui è possibile sostenere le rate.

 

Sullle difficoltà economiche degli italiani punta il dito anche il nuovo outlook mensile dell’Abi, che ha concentrato la sua attenzione sulla situazione dei prestiti bancari e dei mutui casa.

 

L’Associazione Bancaria Italiana ha registrato una forte contrazione dei mutui e un aumento della difficoltà nel rimborso delle rate di quelli già in essere. Il dato più preoccupante, per l’Abi, è il livello minimo storico (170 punti) raggiunto dallo spread fra i tassi attivi, cioè quelli che le banche incassano sui finanziamenti erogati, e i tassi passivi, quelli che invece pagano su conti correnti e depositi.

 

L’Abi ha così commentato il quadro: “È come se un’impresa si trovasse a dover lavorare con margini dimezzati. Uno spread simile non è compatibile con la piena operatività”. In altri termini, le entrate non sono sufficientemente bilanciate con le uscite e questo mette a rischio la stabilità delle attività future. Il giusto equilibrio auspicato dall’Abi è quello dello spread intorno al 3%, come nell’ottobre 2008 (3,25% per l’esattezza).

 

Dalla relazione Abi emerge quindi la difficoltà che tanto le famiglie, quanto le imprese, riscontrano nel pagamento delle rate dei prestiti personali. Tenersi in regola non è facile: basti guardare alle sofferenze, cresciute nel mese di settembre del 15,3% su base annua, con un incremento di 1,8 miliardi delle sofferenze lorde rispetto al mese precedente e di 15,6 miliardi in più rispetto ad un anno fa. Le sole sofferenze nette, cioè dopo aver sottratto le svalutazioni, a fine settembre erano pari a 67,2 miliardi, con un incremento rispetto ad un anno fa del 21,6%.

 

La situazione non cambia molto spostando l’attenzione sui mutui. Questi sono infatti in calo dall’inizio del 2010: una diminuzione che ad ottobre, rispetto allo scorso anno, ha raggiunto quota 44%. Il tasso medio applicato è sceso a sua volta al 3,81% rispetto al 3,86% di settembre. Per quanto riguarda invece gli impieghi in generale, questi sono diminuiti dello 0,84% rispetto ad un anno fa mentre la raccolta ha fatto segnare un incremento complessivo dell’1%: un dato che si scompone in un più 4,78% dei depositi (secondo un trend positivo che va avanti da febbraio) mentre le obbligazioni sono scese del 5,8%.

 

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