Osservatorio: cambiare conto corrente, tutto quello che c’è da sapere e le offerte migliori

Durante il periodo di tempo interessato dalla crisi economica, la propensione al risparmio è cresciuta notevolmente tra i cittadini italiani che si sono prodigati nel confrontare i conti correnti più convenienti per essere certi di affidare i propri soldi ad un prodotto valido e, nel migliore dei casi, in grado di fornire anche una minima forma di rendimento.

 

Inoltre, per le persone che stanno vivendo una condizione di particolare difficoltà è stato introdotto di recente un conto base, destinato alle fasce sociali disagiate (Isee fino a 7.500 euro) e ai pensionati con assegno fino a 1.500 euro, offerto ormai da diverse banche (l’elenco degli istituti di credito che mettono a disposizione questo particolare prodotto è disponibile sul sito della Banca d’Italia). Chi non rientra in queste categorie, può comunque puntare a risparmiare sul conto corrente scegliendo tra le tante offerte delle banche quella più adatta al proprio profilo di spesa.

 

Con l’aiuto del portale di confronto SuperMoney, vediamo alcune delle migliori proposte di conti correnti per diversi profili: per un impiegato di 30 anni con una giacenza media di 3 mila € sul conto, una carta di credito e accredito dello stipendio, il migliore prodotto on line disponibile è Websella.it di Banca Sella, che grazie agli interessi attivi sulla liquidità permette di ottenere un rendimento di 12 € all’anno. Ci sono poi diversi conti a zero spese, come conto Fineco, conto IW di IWBank e conto Webank. Nel caso di una famiglia con figli con 6.000 € di giacenza media, due carte di credito e accredito dello stipendio, il prodotto più conveniente è Conto Corrente Arancio di ING Direct, che non prevede alcun costo.

 

Ma come si fa a cambiare conto corrente?  Una volta selezionato il prodotto più adatto, è necessario comunicare la chiusura del contratto alla vecchia banca tramite raccomandata e spostare sul nuovo conto corrente eventuali pagamenti continuativi (per esempio l’accredito dello stipendio o le rate del mutuo). Stando ad uno studio condotto da Altroconsumo, ci vogliono in media 35 giorni per cambiare banca, un periodo che può allungarsi fino a 110 giorni. Il cliente dovrà poi farsi carico delle spese di liquidazione.

 

Nel caso si incontrassero problemi nella chiusura del rapporto, bisogna prima di tutto presentare un reclamo scritto alla propria banca. In assenza di risposta, dopo 30 giorni dal reclamo sarà possibile fare ricorso all’Arbitro bancario e finanziario.

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