Osservatorio: conti deposito, possibile un’inversione di tendenza?

Quando si è così fortunati da essere riusciti a mettere da parte un po’ di risparmi, sarebbe bene cercare di farli fruttare, perché se li teniamo nascosti sotto al materasso non si moltiplicano, e rischiano anche di deperire. I metodi di investimento sono diversi, e sarebbe buona norma mettere i conti deposito a confronto con l’investimento sulla valuta estera, i Bot e così via, in modo da avere un ventaglio completo di possibilità tra cui scegliere quella migliore.

Il conto deposito, negli ultimi mesi, è stato il “salvadanaio” preferito dagli italiani, come abbiamo messo in luce qualche tempo fa, sottolineando come anche il risparmio è fonte di guadagno. Potrebbero esserci però, a breve, dei cambi di direzione a svantaggio proprio di questi prodotti finanziari. Motivo per cui è bene tenere gli occhi aperti e approfittare delle offerte tuttora in corso.

Questo è dovuto in parte al nuovo maxi-prestito, in arrivo domani, da parte della Bce, destinato ai principali istituti creditizi europei. A seguito di questa nuova ondata di liquidità, le banche potrebbero infatti rivedere i tassi di interesse fino ad ora previsti su questo tipo di prodotti. Ma a peggiorare la situazione è intervenuto il decreto sulle semplificazioni fiscali, approvato venerdì scorso in Consiglio dei Ministri, che ha esteso l’applicazione della mini-patrimoniale ai prodotti finanziari anche non soggetti a obbligo di deposito, “ivi compresi i depositi bancari e postali anche se non rappresentati da certificati”. Sarà prevista quindi, anche per i conti deposito, l’imposta di bollo pari allo 0,1% nel 2012 e allo 0,15% nel 2013.

Nel 2011 un gran numero di risparmiatori ha scelto di investire in un conto deposito, grazie anche ai tassi molto convenienti che le banche, travolte da una crisi di liquidità, hanno deciso di applicare, puntando a raccogliere fondi dai privati.

Con il finanziamento in arrivo mercoledì prossimo da parte della Bce, che secondo le indiscrezioni rese note dal Financial Times potrebbe toccare la soglia dei 1.000 miliardi di euro, le banche, che non avrebbero quindi più bisogno di raccogliere fondi dalla clientela, potrebbero invertire la loro politica e non ritenere più necessario spingere sui conti deposito, ma anzi finire per rendere i loro tassi di interesse simili a quelli dei BOT.

Sulla mini-patrimoniale invece ci sono ancora alcuni interrogativi; non è ancora chiaro infatti se avrà effetto solo sui conti deposito aperti dopo l’entrata in vigore della norma o se avrà effetto retroattivo anche su quelli già aperti. Resta da vedere poi l’atteggiamento delle banche, che nella migliore delle ipotesi potrebbero decidere di farsi carico di questo onere per i clienti.

Chi fosse interessato all’apertura di un conto deposito, ora che i tassi sono ancora molto vantaggiosi, può trovare un valido aiuto nel sito di confronto di SuperMoney. Il suo servizio di comparazione è in grado confrontare le migliori proposte tra conti deposito offerti dalle principali banche: attualmente tra i prodotti più convenienti troviamo conto Rendimax di Banca Ifis e ContosuIBL di IBL Banca, che offrono rispettivamente il 4,60% lordo e il 4,50% lordo sui depositi vincolati per 12 mesi.

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2 Commenti a “Osservatorio: conti deposito, possibile un’inversione di tendenza?”

  1. jogger ha detto:

    cara Chiara, interessi però in calo! e se ci sarà l’ennesima tassazione?
    quasi diventa inutile risparmiare affidando alla banca, tanto vale mettere quel poco sotto una pietra in giardino…….

  2. Chiara ha detto:

    Il clima di incertezza che ha avvolto le banche in seguito alla crisi economica mondiale ha modificato le abitudini di risparmio delle famiglie. Sempre meno persone riesco a mettere da parte dei risparmi e chi ci riesce tende a non investirli in titoli, azioni o fondi per paura di perdere il frutto di tanti sforzi. I conti deposito sono stati un’ottima alternativa: vincoli di breve durata, nessun rischio di perdite e interessi vantaggiosi.