Osservatorio: il social lending piace sempre più, prestiti anche a lavoratori atipici

A causa della crisi economica i rubinetti delle banche si sono chiusi sempre di più: ottenere dei prestiti, che si sia dipendenti pubblici o lavoratori privati è quindi ancora più difficile, ma le alternative alle banche esistono. Ad esempio ci si può informare sui prestiti Inpdap in modo da capire in cosa consistano e quali siano le prerogative per poterlo ottenere.

I motivi per cui si può chiedere un prestito sono numerosi, per esempio possono essere volti all’arredo e ristrutturazione di una casa. E visto che il Governo ha stabilito lo stanziamento di bonus fiscali volti proprio ai lavori domestici, perché non approfittarne? Soprattutto perché è stato fatto un dietrofront sulla normativa finora in atto, e da ora non ci sono limiti assegnati alle spese di ristrutturazione.

La soluzione migliore, come spesso accade, arriva dal web e in particolare dalle piattaforme di social lending che stanno avendo molto successo anche fra i lavoratori cosiddetti atipici. Il social lending è una forma innovativa di credito che funziona grazie al meccanismo peer to peer. Nato nel 2005 in Inghilterra, con la società Zopa, oggi il social lending si è diffuso in modo capillare in Europa e negli USA dove si è registrato un vero e proprio boom. Le famiglie possono confrontare i prodotti di Compass con quelli di altre banche e finanziarie sul mercato sul mercato, ma il meccanismo peer to peer esula dalle tradizionali regole del finanziamento bancario, perché la “trattativa” in questo caso avviene direttamente tra privati senza l’intermediazione di un istituto di credito.

A parlarne è stato in questi giorni Maurizio Sella, ovvero il fondatore di Smartika, una delle società autorizzate in Italia per il social lending. Intervistato da Repubblica, Sella ha mostrato grande soddisfazione per l’evoluzione e la diffusione del servizio: “Quando siamo partiti – ha detto – non c’era avvocato, commercialista, fiscalista o consulente di diverso tipo che ritenesse che il social lending si potesse fare in Italia. Ora li abbiamo tutti convinti ma il cammino è stato molto duro”.

In breve, la piattaforma di Smartika, come anche gli altri servizi di social lending, mettono in contatto domanda e offerta di prestito in rete. Chiunque può fare una ricerca di un prestito per ottenere liquidità e i tassi proposti sono spesso più vantaggiosi rispetto al mercato. C’è infatti un meccanismo “auto-livellante” dei tassi imposti ai finanziamenti che privilegia le offerte più basse. Inoltre, ovviamente, non sono previsti tutti i costi di intermediazione che di solito sono inclusi in un prestito in banca.

Si parla in pratica di un sistema virtuoso e regolarmente autorizzato dalla Banca d’Italia che ha inoltre approvato l’iscrizione di Smartika all’albo degli Istituti di Pagamento. “In Smartika, come nelle banche del resto – afferma Maurizio Sella – la gradualità dei tassi offerti è in funzione del rischio di credito di ogni singolo richiedente. Chi ha una buona storia creditizia può ottenere finanziamenti anche a tassi del 5,80%, piuttosto vantaggiosi. I prestatori selezionano invece le categorie di rischio e le durate prescelte, mentre il sistema fraziona per loro il denaro tra almeno 50 diversi richiedenti in modo che ognuno non abbia mai un’esposizione superiore al 2% per ogni singolo prestito”.

Smartika, in circa due anni di attività, ha erogato 2.200 prestiti per una somma totale di 12 milioni di euro. I privati che hanno deciso di investire nel social lending sono invece circa 5.800. L’ultima novità di Smartika, però, è particolarmente interessante perché riguarda i giovani lavoratori e coloro che hanno un contratto atipico. La società di social lending ha infatti aperto ai finanziamenti anche ai lavoratori a tempo determinato, part time, oppure a chi ha un contratto di inserimento o di apprendistato.

I risultati di questa proposta sono già molto interessanti, poiché solo a febbraio i richiedenti appartenenti a queste categorie erano il 12% del totale. La sperimentazione sembra quindi procedere bene con la richiesta di questi lavoratori tradizionalmente considerati “a rischio” che sicuramente tenderà ad aumentare. Per avere ulteriori informazioni sulla trasparenza del servizio di Smartika e degli altri operatori di social lending, si consiglia di visitare i siti internet oppure di consultare le molte guide presenti in rete.

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