Osservatorio: libero accesso del Fisco ai nostri conti correnti bancari

Prosegue la battaglia governativa in favore della trasparenza bancaria sui conti correnti, per una politica sui conti che sia più a misura di cittadino, accessibile e chiara. Parallelamente, aumenta il sostegno tecnologico apportato dal web, dove diversi portali permettono di confrontare i conti correnti delle diverse banche e di individuare il più conveniente senza spiacevoli sorprese. Al giorno d’oggi, il rapporto tra consumatore e istituto è diventato decisamente più semplice.

Entra in gioco a tutti gli effetti la norma prevista dal decreto Salva Italia che introduce l’abolizione del segreto bancario sui conti correnti. Dopo il conto base per i pensionati e lo stop ai pagamenti in contanti superiori ai mille euro, è la volta dell’abolizione del segreto bancario. Si attende solo qualche precisazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, che a breve chiarirà meglio la procedura che le banche dovranno seguire per comunicare al Fisco i dati dei conti correnti.

Secondo quanto previsto dalla norma, l’estratto conto, inviato periodicamente al titolare, verrà inviato anche all’Anagrafe Tributaria, che avrà il compito di controllare attentamente eventuali evasori. Sarà compito quindi di intermediari e operatori finanziari, inviare periodicamente la comunicazione all’Anagrafe Tributaria, anche in assenza di specifiche indagini finanziarie e fiscali. Il 31 ottobre 2012 dovrebbe essere la scadenza per l’invio di saldi e movimentazioni relativi all’anno 2011, mentre a regime la comunicazione dovranno avvenire  entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento. Unico punto ancora da chiarire, e sarà l’Agenzia delle Entrate a farlo, è quello relativo alle modalità secondo cui dovranno pervenire i dati sui conti bancari.

Intanto proprio l’Agenzia delle Entrate ha voluto ricordare ai protagonisti di questo provvedimento, tra cui  Abi, Afin, Aibe, Aifi, Aiip, Ania, Assifact, Assilla, Assofiduciaria, Assogestioni, Assoholding, Assosim, Federascomfidi, Federconfidi e Poste Italiane SpA, che la trasmissione dei dati dovrà riguardare esclusivamente quanto necessario per le verifiche fiscali, evitando quindi che la privacy dei correntisti venga lesa in qualche modo.

Sono da considerarsi “interessanti” insomma tutte quelle informazioni relative agli importi delle movimentazioni nei conti e tutte le operazioni fuori conto (cambio valuta estera, cambio assegni, richieste di bonifici per contanti) ad esclusione dei pagamenti con bollettini di conto corrente postale inferiori ai 1500 euro.

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