Unicredit, Osservatorio Risparmio: nel 2013 migliora tasso risparmio delle famiglie

Nel 2013 si attende un leggero miglioramento del tasso di risparmio delle famiglie italiane, che dovrebbe salire all’8,9% rispetto all’8,4% del 2012. A fronte di un arretramento dei redditi reali per famiglia del 16% tra il 2007 e il 2012, la reazione è stata quella di comprimere i consumi (-12%) e ridurre le risorse accantonate per il futuro: dai 6.000 euro di risparmio per famiglia del 2007, (12,6% del reddito lordo disponibile), si è scesi ai 3.400 euro del 2012, corrispondenti all’8,4% del reddito lordo disponibile.

Comunque le scelte di portafoglio conservative delle famiglie italiane, con una forte componente liquida e obbligazionaria (circa il 51%), hanno consentito di preservare parte della ricchezza in situazioni di turbolenza dei mercati.

Son alcuni dei risultati del secondo Rapporto dell’Osservatorio del Risparmio promosso da UniCredit e Pioneer Investments, presentato oggi a Milano. Lo studio, intitolato “Mobilitare il risparmio verso impieghi produttivi”, prende in esame i trend più recenti del risparmio in Italia, li confronta con gli andamenti rilevati in altri Paesi europei, gli Stati Uniti e il Giappone, analizza la composizione della ricchezza e le modalità per una sua migliore allocazione, individuando le condizioni che possono contribuire a condurre il Paese verso un nuovo sentiero di crescita.

Dal Rapporto emergono primi segnali positivi, con individui che gradualmente riacquistano fiducia e risorse, in un quadro economico tuttavia ancora in fase di assestamento. Risparmio in calo rispetto al 2007, ma con segnali positivi in particolare nel 2013.

La crisi ha indebolito la capacità di risparmio delle famiglie consumatrici italiane che, a fronte di un arretramento dei redditi reali per famiglia del 16% tra il 2007 e il 2012, hanno reagito comprimendo i consumi (-12%) e riducendo la quota di risorse accantonate per il futuro. Dai 6.000 euro di risparmio per famiglia del 2007, pari al 12,6% del reddito lordo disponibile, si è scesi ai 3.400 euro del 2012, corrispondenti all’8,4% del reddito lordo disponibile. Nel 2013 il Mezzogiorno si conferma come l’area con i livelli più elevati di propensione al risparmio, sebbene per le altre aree nell’anno in corso sia atteso un aumento generalizzato del saggio di risparmio. In termini di stock, la ricchezza finanziaria rimane concentrata in prevalenza nelle regioni del Nord, le cui famiglie detengono una quota sul totale stabilmente superiore al 60%.

Se per far ripartire il risparmio è fondamentale la ripresa dell’economia e dei redditi, ad esempio mediante l’attuazione di importanti riforme strutturali, un contributo fondamentale per stabilizzare e integrare i redditi delle famiglie può derivare da una gestione efficiente della ricchezza. Quest’elemento può contribuire a sostenere il finanziamento delle imprese grazie a strumenti innovativi, in grado di veicolare il risparmio verso investimenti produttivi come mini-bond e cartolarizzazioni.

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