Osservatorio Supermoney: l’11% degli italiani apre fido di 2700 euro sul proprio c/c

Un italiano su 10 chiede di aprire un fido all’interno del proprio conto corrente. Lo rivela l’ultimo studio dell’Osservatorio SuperMoney, portale per il confronto di conti online, che ha esaminato circa 55 mila richieste giunte al sito da gennaio 2013 a marzo 2014. L’11,56% degli utenti dichiara di voler associare una linea di credito al proprio conto, per un importo medio di 2.768,39 euro.

Anziché soffermarsi sul motivo di tale richiesta – sempre legato al profilo del singolo correntista, e non necessariamente connesso all’attuale momento di crisi economica – l’Osservatorio ha deciso di soffermarsi sui costi di apertura e gestione di un fido. I tre istituti che offrono le condizioni più convenienti per ottenere un fido sono il Credito Bergamasco (Gruppo Banco Popolare), con il Conto Corrente Nuovo Cliente al 5,8% di interessi; il Credito Siciliano (Gruppo Credito Valtellinese), con il Conto Armonia 2.0 Oro al 6,3% di interessi; infine Ing Direct, col suo Conto Corrente Arancio al 7% di interessi.

L’Osservatorio ha quindi effettuato una simulazione sui costi effettivi del fido, immaginando di aprirne uno di 2.700 euro, ovvero pari all’importo richiesto dagli utenti durante la comparazione dei conti online. Il risultato premia comunque i tre conti già citati, ma invertendone l’ordine della convenienza a causa delle spese extra: il più conveniente è Credito Bergamasco con un costo annuo di 162 euro. In seconda posizione c’è il conto di Ing Direct, che ha sì un tasso di interesse maggiore, ma non aggiunge a questo alcuna commissione. Al contrario, al tasso più basso offerto dal Credito Siciliano va sommato un extra trimestrale dello 0,5%, che porta la spesa annua per la gestione del fido a 232,49 euro.

“Il fido può essere un aiuto nel caso in cui si cerchi liquidità ma non si sia disposti a sottoscrivere un prestito personale – commenta Andrea Manfredi, Amministratore Delegato di SuperMoney –Come per tutti i prodotti finanziari, il problema non è tanto usarli o meno, quanto usufruirne con piena consapevolezza riguardo a costi e condizioni”. “Attenzione quindi a calcolare bene quanto ci costerà – conclude Manfredi – Il tasso di interesse non è l’unico elemento da valutare per capire la reale convenienza di un prodotto in base al nostro profilo. In generale poi, è sempre meglio scegliere prodotti che non prevedono commissioni extra: perché pagare quello che altrove ci è offerto senza costi aggiuntivi?”

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