Parmalat, Confconsumatori: nuova vittoria a Parma, restituiti 14 mila euro

L’acquisto a domicilio è stato annullato perché non prevedeva la facoltà di recedere dal contratto. Con questa motivazione, un associato Confconsumatori residente in provincia di Parma ha recuperato circa 14 mila euro investiti in obbligazioni Parmalat un anno e mezzo prima del default. “La vittoria  – ha detto Mara Colla, presidente di Confconsumatori – dimostra ormai in modo inequivocabile che chi ha acquistato a casa propria titoli finiti male ha notevoli possibilità di recuperare il denaro investito. E ciò soprattutto entro brevissimo tempo. Questo, peraltro, sempre che l’operazione sia stata effettuata entro il termine di prescrizione di dieci anni”.

L’associato, spiega Confconsumatori, aveva acquistato obbligazioni Parmalat per 14 mila euro nel maggio 2002, non in prossimità del default del gruppo, verificatosi un anno e mezzo dopo. L’acquisto era avvenuto a casa del risparmiatore, dove si era recato il promotore finanziario di un Istituto di credito che non ha filiali sul territorio nazionale e si avvale, per la vendita di prodotti finanziari, di promotori sparsi su tutto il territorio. Il Tribunale di Parma si è uniformato all’orientamento espresso dalla Corte d’appello di Bologna e di altri Tribunali, che in casi analoghi hanno deciso di annullare l’acquisto in quanto l’ordine non prevedeva, secondo quanto prescritto dalla legge, la facoltà di recedere entro il termine di 7 giorni.

Anche se l’acquisto è stato fatto prima del default, avvenuto nel gennaio 2004, il Tribunale di Parma ha dichiarato la nullità dell’ordine e condannato l’istituto di credito alla restituzione di 13.265 euro, ossia il capitale investito dedotte le cedole incassate, oltre interessi dalla domanda al saldo e spese di lite.

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