PiT Servizi, focus banche: i maggiori problemi nel credito al consumo

Difficoltà di accesso al credito al consumo e mutui diventati insostenibili. Casi di sovraindebitamento e clonazione delle carte di pagamento. Quando si parla di servizi bancari e finanziari, i cittadini lamentano soprattutto situazioni critiche legate al fatto di essere iscritti alla banca dati dei cattivi pagatori e alla difficoltà di accesso al credito, nonché la volontà di sospendere il mutuo per accedere ai Fondi di garanzia per la prima casa. Questo è il dato che emerge dal focus su banche e assicurazioni del PiT Servizi di Cittadinanzattiva.

credito al consumoLe segnalazioni arrivate all’associazione in tema di servizi bancari rappresentano il 12% del totale: rispetto al 2013 aumentano le criticità sul credito al consumo (39,3% vs 35,2%), sui mutui (33,9% vs 28,1%), sui conti correnti (17,8% vs 15,6%); diminuiscono invece quelle su investimenti e risparmi (9% vs 21,1%).  In generale, l’insostenibilità dei costi di beni e servizi ha incrementato il ricorso al prestito, e la perdita di posti di lavoro ha dato origine al sovraindebitamento.

La prima voce di segnalazioni nel settore banche e assicurazioni riguarda il credito al consumo. Qui il prestito finalizzato rappresenta la prima voce di lamentela da parte dei cittadini, che denunciano problemi legati soprattutto alle inadempienze del venditore, ma crescono le lamentele relative al prestito personale, a conferma dei fatto che i cittadini sempre più spesso sono costretti a ricorrere a prestiti non necessariamente vincolati all’acquisto di un bene o servizio. I consumatori segnalano eccessive richieste di garanzie da parte degli istituti e problemi di insostenibilità nel pagamento della rate. Terzo ambito è quello della cessione del quinto: anche in questo caso i cittadini lamentano spesso di non riuscire a sostenere la rata della trattenuta sullo stipendio. Nel credito al consumo, in generale, in un caso su cinque i cittadini si rivolgono al Pit Servizi perché si trovano iscritti alla banca dati cattivi pagatori o perché hanno difficoltà nell’apertura del credito; quasi in un caso su sette per problemi di sovraindebitamento, o per avere informazioni sulle condizioni dei finanziamenti o  per denunciare tassi elevati; più di un cittadino su otto ha difficoltà nel rimborso delle rate e, infine, nel 4% dei casi ha difficoltà nell’estinzione anticipata del debito.

Il campo dei mutui vede quasi un terzo dei cittadini chiedere informazioni su come sospendere il mutuo, in particolare per accedere ai diversi Fondi di solidarietà e di garanzia sulla prima casa messi a disposizione nel 2013 e 2014; un cittadino su cinque (20,1%) ha bisogno di assistenza per la rinegoziazione della durata o della tipologia di tasso (fisso/variabile) del mutuo contratto; il 16,3% ha problemi per la liquidazione ritardata; il 10% per i tassi troppo elevati. Nel settore conto corrente, il problema più segnalato riguarda la clonazione della carte di pagamento, seguita dalla difficoltà nella domiciliazione delle utente. Un cittadino su dieci, inoltre, ritiene troppo elevate le spese di tenuta del conto o denuncia di dover ancora pagare per la chiusura dello stesso, in barba alla legge Bersani. Solo il 2,5% delle segnalazioni riguarda i servizi assicurativi, dove in maggioranza i cittadini segnalano criticità per la polizza Rc auto.

Sono dati che mettono in evidenza la necessità di trasparenza dei servizi ma anche di maggiore informazione da parte del consumatore: solo in questo modo potrà infatti conquistarsi una maggiore autonomia e consapevolezza nell’uso dei vari servizi. “Cittadinanzattiva chiede in uno scenario che sta mutando, di armonizzare, così come sta avvenendo, le attività di educazione finanziaria ed assicurativa, definendo linee guida contenenti standard di qualità e modalità di erogazione della formazione – afferma Tina Napoli, responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva – Cambiamenti come il superamento dell’utilizzo del contante o una maggiore consapevolezza nel ricorrere alla cessione del quinto dello stipendio necessitano un consumatore maggiormente informato. Informazione e formazione ancora più necessaria in seguito alla diffusione dell’utilizzo di piattaforme online chi investe e chi cerca finanziamenti. Il consumatore potrà realmente, anche in questi ambiti diventare consumattore soltanto con investimenti in trasparenza e tutela da parte di tutti gli attori coinvolti”.

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