Poste e risparmio tradito: si va verso procedura di conciliazione

Si va verso una procedura di conciliazione per i cittadini coinvolti nel nuovo caso di “risparmio tradito” con protagonista i Fondi Immobiliari collocati dagli sportelli di Poste Italiane. La questione riguarda il collocamento di alcuni Fondi Comuni Immobiliari a risparmiatori privi di un adeguato profilo di rischio ed è emerso in tutta evidenza a partire dall’inizio dell’anno, perché alla fine di dicembre è scaduto il primo dei fondi, con annunci di rimborsi molto inferiori al prezzo di acquisto. MDC: “Fa piacere questo nuovo interessamento di Poste dopo il no del 2015”.

Spiega il Movimento Difesa del Cittadino: “Alla luce degli ultimi sviluppi, messi in luce anche dalla stampa nazionale, Poste Italiane sembrerebbe orientata a rivedere il pregresso rifiuto a definire le vertenze bonariamente, predisponendo finalmente una procedura di conciliazione per le migliaia di risparmiatori coinvolti”.

“Fa piacere questo nuovo interessamento dopo il no a ogni soluzione conciliativa a favore dei risparmiatori formalizzatoci da Poste nel 2015, dopo la nostra formale diffida ai sensi del Codice del Consumo e l’esposto alla Consob”, ha dichiarato il Presidente nazionale del Movimento Difesa del Cittadino Francesco Luongo. Alcuni consumatori avevano segnalato all’associazione già nel 2014 di essere stati sollecitati all’acquisto di prodotti finanziari ed assicurativi complessi e comunque con una rischiosità del tutto inadeguata al proprio profilo di rischio. Tanti coloro che hanno subito perdite rilevanti del capitale investito. L’associazione ricorda, infine, quanto emerso nell’ambito del Procedimento avviato dalla Consob (n. 20638/14): “le verifiche condotte hanno evidenziato che la società si avvale, nello svolgimento dei servizi di investimento, di meccanismi di pianificazione commerciale e di incentivazione del personale fondati sul perseguimento di specifici interessi ‘di business’ (prevalentemente declinati in termini di redditività) che, affiancati da rilevanti pressioni gerarchiche a tutti i livelli della struttura organizzativa, hanno determinato a valle del processo distributivo significative distorsioni nella relazione con la clientela”.

Ma cosa è successo? L’anno si è aperto con una tegola per i risparmiatori. Dal 2002 al 2005, infatti, Poste Italiane ha venduto le quote di quattro fondi immobiliari che avevano in comune due elementi: il basso prezzo di acquisto per i risparmiatori (“solo” 2.500 euro) e l’alta rischiosità dell’investimento. Peccato che tutto questo, pur essendo riportato dettagliatamente nei prospetti informativi dei fondi Invest Real Security, Obelisco, Europa Immobiliare 1 e Alpha, non era noto affatto ai risparmiatori che si recavano in Poste per essere consigliati su come investire il proprio denaro. Alla data di scadenza del primo di questi fondi, l’Invest Real Security, il 31 dicembre 2016, è emerso il tutto: gli investitori, stando ad un comunicato emesso dai gestori del fondo in chiusura delle attività, si vedranno rimborsata una cifra pari a 390 euro per quota entro il 31 marzo 2017.

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