Prepagate, mercato va su. Steffanini (Visa Europe): Italia paese leader in Europa

Agli italiani piace prepagato. Le carte prepagate si sono rivelate uno strumento con un particolare appeal per la popolazione italiana: perché permettono di controllare le spese – non si può spendere più denaro di quanto si è caricato sulla carta – e perché sono comode da usare quando si viaggia, o quando si fanno acquisti online. Basti pensare che l’Italia è il mercato europeo più consistente per le prepagate e negli ultimi anni questo “è cresciuto più di ogni rosea aspettativa”, dice Davide Steffanini, Direttore Generale Visa Europe in Italia.

Di prepagate si è parlato nel recente“Prepaid Summit: Europe 2014” che si è svolto a Milano. E di carte prepagate Help Consumatori ha deciso di parlare con Davide Steffanini di Visa Europe. L’azienda segna performance di tutto rilievo in Italia: il segmento delle prepagate Visa continua infatti a crescere e, su circa 18 milioni di prepagate circolanti in Italia, 14 milioni sono a marchio Visa. “A fine giugno 2014 il numero di carte prepagate emesse ha toccato i 14 milioni di unità in circolazione, con un incremento di 1,14 milioni di carte prepagate Visa rispetto alla fine del 2013, registrando una crescita dell’8,9% – fanno sapere da Visa Europe – L‘incremento di carte prepagate Visa sale a 1,63 milioni di unità in più rispetto al 30 giugno 2013 con una percentuale di crescita a doppia cifra, + 13,3%.Questo significa che circa un italiano su tre ha un prodotto prepagato Visa nel suo portafogli”.

carte-prepagateLe prepagate agli italiani piacciono. Secondo Visa, “la popolarità del prepagato è guidata dalla sua capacità unica e pratica di trovare una soluzione per qualsiasi esigenza di pagamento. Questo strumento democratizza i pagamenti elettronici, rendendoli fruibili a chi non è bancarizzato, fornisce un’alternativa trasparente e conveniente a contanti e assegni, sia per i governi che per le imprese, e soddisfa anche le esigenze dei consumatori bancarizzati che lo ritengono uno strumento di pagamento ideale per segmentare le spese, come viaggi e acquisti online”. Altra frontiera interessante per i pagamenti è sicuramente il mobile: a ottobre, ad esempio, è stata lanciata la TIM SmartPAY, carta di pagamento prepagata di Telecom Italia realizzata da Intesa Sanpaolo eVisa Europe, con l’intento di dare impulso al pagamento di beni e servizi utilizzando gli smartphone. Come funziona? Sarà sufficiente avvicinare lo smartphone al terminale POS abilitato per disporre il pagamento, mentre per spese d’importo superiore ai 25 euro bisognerà digitare il PIN scelto dal cliente direttamente sul telefonino.

Quali sono le caratteristiche del mercato delle carte prepagate in Italia?

“In Italia il mercato delle prepagate in questi anni è cresciuto più di ogni rosea aspettativa – afferma Davide Steffanini – Abbiamo circa 14 milioni di carte in circolazione, crescono di circa un milione l’anno, e l’anno scorso si sono registrate 76 milioni di transazioni. È il mercato di una carta che ha successo con i consumatori e continua a crescere. Per quanto riguarda il panorama europeo, l’Italia è il paese leader: 14 milioni di carte rappresentano più del 50% del mercato del continente”.

Quali sono i motivi del successo delle prepagate in Italia?

“La spiegazione di questo successo deriva da due ragioni. Una è culturale ed è legata alla popolazione italiana e al rapporto che questa ha col contante. I cittadini italiani sono molto cauti, sono molto attaccati al contante, sono poco propensi al credito. Quindi un prodotto che limita la loro esposizione e la loro possibilità di espandere le spese trova corrispondenza sul mercato italiano – caricando la prepagata, so che posso spendere fino a un certo punto e non di più. La prepagata è ottimale per i giovani e per chi acquista su Internet. Il concetto del controllo sta alla base di questo successo. La seconda ragione è relativa al fatto che in Italia siamo stati fra i primi ad avvicinarci al telefono cellulare e lo abbiamo fatto tutti partendo da un contratto prepagato. Il prepagato usato per il traffico telefonico è entrato nell’abitudine degli italiani, per cui trasferire il concetto del prepagato dal cellulare ad altri strumenti di pagamento è risultato più naturale rispetto ad altri paesi europei”.

Ci sono dei limiti all’uso delle prepagate? Proprio le loro caratteristiche – il controllo, un’esposizione limitata – non potrebbero rappresentare un fattore critico per la diffusione della moneta elettronica, in un paese quale l’Italia dove il contante è molto forte?

“Se la domanda è: con le prepagate riusciremo a fare una battaglia seria al contante? dico che non basteranno. Le prepagate rispondono a un bisogno di controllo molto specifico ma le ragioni di attaccamento al contante sono ampie e stanno nella grey economy – pagare con le carte significa tracciare le transazioni e tracciare le transazioni significa andare contro le pratiche di evasione ed elusione fiscali molto comuni nel nostro paese. Il contante non è legato solo al controllo ma anche a pratiche non facili da estirpare”.

Mobile payment: a che punto siamo in Italia?

“I pagamenti che usano il cellulare sono una realtà emersa da poco, una tecnologia particolare e complessa cui va dato tempo di affermarsi. Siamo ancora nella fase embrionale. Pagare con il cellulare ha presupposti molto validi soprattutto nel mercato italiano, che ha sposato velocemente il mobile – siamo coloro che hanno più cellularie smartphone rispetto all’Europa, quindi risulterà naturale che il telefono cellulare sia usato anche per pagare. I presupposti sono positivi ma dobbiamo dare tempo alla tecnologia di affermarsi. Per poter pagare con un cellulare, inoltre, i dispositivi di accettazione di pagamento e i terminali devono essere messi in grado di leggere i cellulari, e questo significa modificare 1 milione e 200 mila terminali per la nuova tecnologia. Non si fa dal giorno alla notte. Per migrare tecnologicamente ci vorrà qualche anno. Così come ci vorrà qualche anno per fare in modo che a tutti i titolari di una carta sia consentito di virtualizzare la propria carta sul telefono cellulare. Il mobile payment è embrionale, ha caratteristiche positive in Italia ma ha bisogno di qualche anno di tempo per affermarsi”.

Ci sono caratteristiche che rendono i consumatori italiani diversi dagli europei o è proprio il contante il discrimine principale?

“Il contante è il mezzo con cui si esprimono le differenze. Noi purtroppo siamo leader in Europa per l’economia sommersa e per capacità di evadere le tasse, e per alimentare questa pratica il contante è l’ideale. Siamo inoltre una popolazione che spende solo i soldi che ha, e non quelli che potrebbe avere. La propensione al credito è molto bassa: agli italiani infatti piacciono le carte prepagate e le carte di debito e meno le carte di credito. Il contante è molto spesso il modo ideale per realizzare questa attitudine”.

Prepagate e mobile payment si rivolgono allo stesso tipo di consumatore?

“C’è una categoria di consumatori comune a entrambi: i giovani. I giovani sono quelli che più si avvicinano alle prepagate, perché a loro non è consentito avere un conto corrente se non hanno 18 anni, perché se non hanno finanze proprie i genitori danno loro una disponibilità finanziaria su una prepagata, perché viaggiano all’estero, perché sono più abituati a pagare su internet, e la prepagata è l’ideale. Così come sono i giovani quelli che più velocemente si avvicinano a usare lo smartphone non solo per telefonare ma per tante altre funzioni, e saranno i primi ad accedere ai pagamenti fatti col cellulare. Per questa fetta di popolazione entrambe le soluzioni sono l’ideale. Un utilizzo molto frequente delle carte prepagate è fatto inoltre dai migranti, che fanno della prepagata una sorta di mini-conto corrente. Possono caricarla in Italia e fare in modo che vengano usata nel paese di origine”.

 

di Sabrina Bergamini

@sabrybergamini

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