Prestiti online tra privati, Altroconsumo: convenienza bassa e scarse tutele

Si chiama social lending ed è un prestito tra privati che avviene online, su alcuni siti controllati da Bankitalia. In Italia sono due i siti autorizzati al social lending: Prestiamoci e Smartika. Un’alternativa al prestito in banca (che di questi tempi non è facile ottenere) fino ad un massimo di 25.000 euro, da restituire a rate. I siti mettono in contatto chi ha bisogno di un prestito con chi offre i propri soldi. L’affare va a buon fine quando le parti si accordano sui tassi di interesse. Secondo Altroconsumo però, i tassi sono poco convenienti e scarse sono le tutele.

Per chiedere/offrire un prestito bisogna registrarsi al sito e poi rimandare al gestore il contratto firmato: chi chiede un prestito deve anche indicare alcuni dati personali (abitazione di proprietà, lavoro svolto, reddito mensile), che servono ai siti per verificare l’affidabilità finanziaria del richiedente, insieme ai dati raccolti nelle cosiddette “centrali rischi private”, banche dati in cui sono elencati i nomi dei debitori inadempienti o in ritardo nel pagamento delle rate. L’affidabilità viene espressa tramite un giudizio (“rating”): più è alta, migliori saranno le condizioni applicate a chi richiede il prestito.

Altroconsumo ha confrontato il Taeg dei prestiti online con quello dei migliori  prestiti sul mercato. L’Associazione ha chiesto un prestito di 5.000 euro per 4 anni e uno di 2.000 euro per 2 anni, registrandosi più volte, presentando caratteristiche di affidabilità differenti. In base alle risposte ha calcolato il Taeg dei prestiti e, confrontandoli con i prestiti migliori che si trovano sul mercato, ha scoperto che i Taeg dei social lending sono più elevati: crescono a mano a mano che si riduce l’affidabilità del richiedente. L’eventuale ricorso a questi prestiti tra privati potrebbe quindi essere una strada da seguire solo per chi ha un grado di affidabilità non elevato.

Inoltre, i prestiti online tra privati garantiscono meno tutele poiché il social lending non rientra nella normativa sul credito al consumo: a chi richiede il prestito non deve essere necessariamente indicato il Taeg né consegnato il foglio informativo europeo (il cosiddetto Ebic), fondamentale per fare il confronto tra varie offerte. Chi presta denaro non ha alcuna certezza di recuperare i propri soldi: fa un prestito a persone che non conosce, fidandosi solo della valutazione delle piattaforme online rispetto alla loro affidabilità finanziaria.

Altroconsumo consiglia a chi vuole investire alcuni soldi di scegliere i conti di deposito, a basso rischio e con tassi di rendimento interessanti.

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