Recupero crediti, Fire annuncia ricorso al Tar Lazio contro sanzione Antitrust

L’Autorità Antitrust ha sanzionato l’impresa di recupero crediti Fire Spa con una multa da 300 mila euro per pratica aggressiva, con l’accusa di aver inviato migliaia di citazioni pressi sedi di Giudici di Pace sistematicamente non competenti e con date fittizie della prima udienza. Ma la società annuncia che proporrà ricorso al Tar del Lazio contro la sanzione dell’Antitrust. Il presidente della società Sergio Bommarito commenta: “Una eccessiva e non sempre giustificata tutela del consumatore-debitore rischia di mettere in ginocchio l’economia del Paese”.

L’accusa rivolta a Fire è che“a fronte di migliaia (4160) di atti di citazione, che risultano essere stati inoltrati su scala nazionale dal luglio 2011 all’aprile del 2013 solo una percentuale bassissima (3,43%) riguarda citazioni instaurate presso giudici di pace competenti per territorio e solo una percentuale altrettanto bassa (1,49%) riguarda le cause iscritte a ruolo”. Viceversa, spiega la società, l’80% degli atti di citazione complessivamente notificati da Fire, nel periodo in questione, è innanzi al giudice competente.

Spiega la società in una nota: “Per meglio comprendere la vicenda si consideri che Fire è una società che gestisce per conto di terzi il recupero di crediti che devono essere “certi, liquidi ed esigibili”e non “presunti”, come ritenuto dall’Autorità. L’attività svolta da Fire non può ritenersi né aggressiva né temeraria: il consumatore-debitore non viene indotto ad adempiere la prestazione per non esporsi ad un contenzioso giudiziario, piuttosto,a quest’ultimo, consapevole della sussistenza del proprio debito, viene legittimamente richiesto di soddisfare le giuste ragioni del creditore e quindi di adempiere ad un impegno contrattualmente assunto”. La società precisa inoltre che si ricorre alla citazione in giudizio solo quando, dopo essere venuti incontro al debitore offrendogli soluzioni di pagamento quanto più possibile favorevoli, questi continui ad essere inadempiente, e che su 10 milioni di posizioni gestite in un triennio solo in 12 mila casi è stato usato lo strumento della notifica dell’atto di citazione. Inoltre, precisa la società, “la Fire prima di reclamare il pagamento del credito da parte dei debitori ha sempre cura di appurare la certezza, la liquidità ed esigibilità degli stessi e l’esistenza di tutta la documentazione contrattuale e fiscale a supporto”. Da qui l’annuncio del ricorso al Tar del Lazio contro la sanzione dell’Antitrust.

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