Recupero crediti, presentato ddl di riforma. Unirec: “Puntare su professionalità”

Il settore del recupero crediti si muove. E lo fa attraverso progetti di riforma che puntano su professionalità, aggiornamento e buone prassi condivise anche con le associazioni dei consumatori. L’ultimo passo verso questa direzione è la presentazione di una proposta di legge (“Disciplina dell’attività di recupero crediti”, n. 4358) presentata alla Camera dei Deputati da Marco Di Maio (Pd). La proposta vuole riformare il settore aggiornando la normativa sulla base di alcuni principi quali il presupposto della licenza del Ministero dell’Interno, la salvaguardia del principio di libera concorrenza, l’importanza dei requisiti di professionalità.

recupero_creditiDice Marco di Maio: “Il settore del recupero crediti è sempre più strategico nel panorama economico e sociale del Paese. Ogni anno le imprese di tutela del credito gestiscono decine di milioni di posizioni in via extragiudiziale, alleviando il già gravoso carico pendente dei tribunali civili italiani. I crediti recuperati, per un valore di circa 10 miliardi di euro all’anno, evitano da una parte che i mancati incassi si trasferiscano sui consumatori con un aumento del costo del denaro, delle tariffe e dei servizi, e dall’altra contribuiscono alla tenuta dell’occupazione e degli investimenti da parte delle imprese creditrici. Si tratta dunque di un’attività estremamente delicata e professionale che necessita di un quadro di regole certe e attuali, attorno alle quali si possa sviluppare un recupero crediti moderno e dialogante con tutti gli stakeholders. Ho ritenuto dunque necessario presentare una proposta di riforma che possa finalmente aggiornare le norme che disciplinano il settore che attualmente risalgono al 1931, ovvero al Tulps – Testo unico leggi di pubblica sicurezza”.

La riforma del settore è sollecitata da tempo da Unirec, l’associazione confindustriale che riunisce oltre 200 imprese. Sostiene il suo presidente Marco Pasini: “Unirec sollecita da tempo una riforma normativa del settore del recupero crediti efficace, in grado di adeguare le regole alle mutate esigenze professionali e di mercato, sino ad oggi gestite attraverso le pur apprezzabili circolari del Ministero dell’Interno. Sosteniamo quindi pienamente – prosegue Pasini – la proposta di legge presentata dall’onorevole Marco Di Maio, che introduce quali elementi qualificanti della riforma ‘professionalità, formazione e semplificazione burocratica’. Nella proposta leggiamo inoltre un positivo intento del legislatore di non voler intervenire nel settore con una norma ‘pesante’, rimandando i dettagli operativi a successivi decreti attuativi da realizzarsi di concerto con gli organismi tecnicamente competenti e lasciando un margine per la co-regolamentazione fra le parti interessate. In questo modo la riforma non rischia di essere superata nel corso del tempo da un’evoluzione poco prevedibile per un settore così dinamico”.

Vengono considerati punti di forza del progetto, oltre che le competenze del Ministero dell’Interno, anche il fatto che il ddl punti sulla formazione delle figure professionali che si occupano di recupero crediti e sulla certificazione delle imprese; vengono introdotti corsi periodici di aggiornamento e qualificazione per garantire la conoscenza e il rispetto delle normative e dei provvedimenti in materia di recupero crediti.  Di riforma “molto attesa, oltre che necessaria”, ha parlato Francesco Luongo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino e vicepresidente del Forum Unirec-Consumatori, che sottolinea l’importanza dei codici di condotta adottati dalle associazioni di categoria. “Non posso non ricordare – dice Luongo – la positiva esperienza italiana di autoregolamentazione del settore che ha trovato un’applicazione concreta nel “Codice di condotta per i processi di gestione e tutela del credito”, redatto dal Forum UNIREC-Consumatori. Il Codice, approvato due anni fa dalle imprese associate UNIREC, illustra le corrette modalità che gli operatori devono adottare in ogni fase del recupero crediti, dagli orari in cui è possibile entrare in contatto con l’utente a tutto quello che riguarda le comunicazioni epistolari, digitali e i contatti domiciliari. Molto importante, ad esempio, è la gestione delle contestazioni: nel Codice si stabilisce chiaramente che il professionista si impegna a sospendere l’attività di recupero crediti quando il consumatore comprovi la pendenza di una ‘contestazione sul credito vantato’. Si tratta di importanti buone prassi a tutela del debitore che sono il frutto di un lavoro condiviso con le principali Associazioni dei consumatori”.

 

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