Riforma del recupero crediti, domani Unirec e Adiconsum alla Camera

Buone notizie sul fronte della riforma del settore del recupero crediti, il provvedimento contestato da Unirec ed Adiconsum secondo i quali con la sua approvazione si sarebbero tolte al settore le attuali regole di controllo, demandando la creazione di quelle future ad un istituendo organismo. Al termine di una settimana che li ha visti impegnati a sensibilizzare le imprese e i consumatori circa le criticità insite nel Disegno di Legge di riforma del settore recupero crediti, Gianni Amprino – Presidente UNIREC Unione Nazionale Imprese a Tutela del Credito e Pietro Giordano – Segretario Generale Adiconsum, “incassano” dapprima il posticipo del termine ultimo della presentazione delle misure emendative (previsto per il 10 ottobre), quindi la convocazione per domani del Presidente della Camera Gianfranco Fini e del Ministero dell’Interno.

“Grazie alla mobilitazione di questi giorni” – spiega Amprino – “è cresciuta nell’opinione pubblica la consapevolezza che ad un settore strategico quale quello del recupero crediti deve essere garantito un impianto di leggi solido; un eventuale indebolimento produrrebbe un vuoto normativo dalle conseguenze drammatiche per l’intero assetto economico: il rischio è che gli oltre 38 miliardi di euro annualmente gestiti dai 15.000 addetti delle associate Unirec passino nelle mani di soggetti privi dei requisiti necessari per svolgere questa attività’ e conseguire la licenza rilasciata dalle Questure. Per non parlare poi delle competenze acquisite grazie ai percorsi formativi che continuativamente predisponiamo al nostro interno, e che garantiscono ai consumatori un atteggiamento corretto, etico e rispettoso delle difficoltà in cui versano le persone con le quali entriamo in contatto”. Alla luce di queste considerazioni rivestono particolare importanza gli incontri istituzionali previsti per il prossimo venerdì: fra le richieste considerate prioritarie, viene sottolineata quella che la vigilanza del settore rimanga al Ministero dell’Interno che negli ultimi anni – di concerto con le parti sociali – ha garantito al sistema un ruolo di primo piano alla bilateralità’ e soprattutto regole certe, efficaci e trasparenti. A tale proposito, Giordano dichiara: “Non è possibile togliere, come invece prevede il Disegno di legge, le licenze rilasciate dai questori in un settore che gestisce miliardi di euro l’anno con pericolo di infiltrazioni mafiose che condurrebbero inevitabilmente i consumatori in mano agli strozzini. Inoltre non è possibile liberalizzare completamente il settore viste anche le recenti vicende che riguardano Tributi Italia e le agenzie di debito”.

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