Risparmio, Consob richiama alla trasparenza sui costi degli investimenti

La Consob invita a rispettare la trasparenza del risparmio. Gli intermediari devono dare informazioni chiare e trasparenti sui costi e sugli oneri legati alla prestazione di servizi di investimento e strumenti finanziari. L’Autorità che vigila sui mercati finanziari fa riferimento all’applicazione della nuova disciplina sulla trasparenza dei costi, la Mifid II, e richiama l’attenzione degli intermediari sul suo rispetto. Dalle associazioni dei consumatori, le prime reazioni: non basta la moral suasion, servono sanzioni.

“La nuova disciplina Mifid II – si legge nel richiamo della Consob – richiede agli intermediari maggiore trasparenza informativa su costi e oneri connessi alla prestazione di servizi di investimento e accessori e agli strumenti finanziari. Ciò al fine di assicurare che gli investitori siano consapevoli di tutti i costi e gli oneri per la valutazione degli investimenti anche in un’ottica di confronto fra servizi e strumenti finanziari”.

Le misure esistenti, dalla data di entrata in vigore della Mifid II, impongono “in modo incondizionato, chiaro ed esplicito, agli intermediari di fornire agli investitori, ex ante ed ex post, informazioni in forma aggregata su tutti i costi ed oneri connessi ai servizi prestati ed agli strumenti finanziari, per consentire al cliente di conoscere il costo totale ed il suo effetto complessivo sul rendimento – prosegue ancora la Consob – Su richiesta del cliente, tali informazioni devono essere presentate anche in forma analitica”. Le informazioni devono essere “corrette, chiare e non fuorvianti e vanno rese in una forma comprensibile”.

La Consob vigila sulla corretta applicazione della disciplina e sottolinea che gli intermediari, nell’ambito delle loro comunicazioni periodiche, devono informarla sulle modalità adottate per conformarsi alla normativa e sugli esiti dei controlli svolti dalla funzione di compliance.

Diverse le reazioni al richiamo. L’Associazione Bancaria Italiana (Abi) attraverso il direttore generale Giovanni Sabatini esprime apprezzamento. “Tale richiamo – dice Sabatini – è in linea con quanto comunicato dalla stessa Associazione bancaria con apposita circolare, lo scorso 15 febbraio. Le banche dal 3 gennaio 2018 stanno fornendo l’informativa sui costi e oneri prima dell’effettuazione delle singole operazioni della clientela. Ora – conclude il direttore generale dell’Abi – si apprestano a produrre, in coerenza con la tempistica prevista dall’Autorità europea che vigila sui mercati finanziari, la rendicontazione periodica riferita a costi e oneri complessivamente sostenuti dai clienti nel corso del 2018”.

I primi commenti delle associazioni consumatori sono invece piuttosto negativi e sottolineano la necessità di andare oltre la “moral suasion” e di prevedere sanzioni per le banche e le società del risparmio che non rispettano gli obblighi di trasparenza dei costi nei servizi di investimento.

“Basta chiacchiere! Siamo stufi degli appelli e della moral suasion. E’ ora di passare ai fatti. Le chiacchiere ormai stanno a zero –  commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Ogni dichiarazione di principio, per quanto condivisibile, risulta poco credibile da parte di una autorità che fino ad oggi è sistematicamente intervenuta in modo tardivo ed inefficace nella tutela del consumatore”.

Serve fare di più per i diritti degli utenti, dice a sua volta il Codacons, che chiede sanzioni severe per gli istituti di credito che non rispettano le disposizioni. “Sono numerosi i casi in cui le banche non danno informazioni corrette ai propri clienti, modificandone i comportamenti economici specie per quanto riguarda gli investimenti – dice il presidente Carlo Rienzi – I richiami della Consob non bastano, perché serve eseguire controlli nelle filiali e applicare sanzioni pesanti nei confronti degli istituti che violano le disposizioni e non garantiscono il diritto alla trasparenza degli utenti”.

Di diverso tenore il commento di Federconsumatori che parla di “un richiamo importante, utile a raggiungere una maggiore trasparenza rendendo i risparmiatori pienamente consapevoli dei costi, degli oneri e dei rischi a cui vanno incontro nel momento in cui effettuano un investimento. Una priorità – prosegue l’associazione – estremamente rilevante, a maggior ragione alla luce dei numerosi casi di risparmio tradito che hanno coinvolto cittadini nel nostro Paese: la scarsa chiarezza e l’asimmetria informativa hanno giocato, infatti, un ruolo importante nell’indurre i risparmiatori ad investire le proprie risorse in investimenti ad alto rischio, senza la necessaria e dovuta consapevolezza”.

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