Anima-Eurisko: si risparmia contro imprevisti, meno “appeal” per il mattone

Nel presente degli italiani ci sono meno spese e meno investimenti: si spende meno, si investe meno, e soprattutto declina l’appeal del mattone come “bene rifugio”. Chi investe cerca soprattutto sicurezza e protezione del capitale investito mentre il risparmio è visto soprattutto come fonte di protezione da emergenze e imprevisti. E’ il quadro che emerge dalla quinta edizione dell’Osservatorio Anima-GfK Eurisko, che intende indagare sulle modalità e sulle logiche che seguono le famiglie italiane per gestire i risparmi in funzione dei loro progetti futuri. Lo studio è stato realizzato nella prima metà di ottobre, su un campione di 991 persone “bancarizzate”, ovvero titolari di un conto corrente e non necessariamente di uno o più prodotti di investimento.

Uno dei primi dati che emerge dalla ricerca è il calo della progettualità degli italiani: se solo a maggio la quota che dichiarava di risparmiare in vista dei propri progetti di vita era pari al 66%, ora si scende al 54%. Ma si risparmia in vista di cosa? Il 22% ha risposto di mettere da parte per ripararsi da emergenze e imprevisti, mentre l’11% per accumulare una “riserva” per il futuro; il 15% per andare in vacanza, l’11% per l’istruzione dei figli e il 7%, probabilmente sulla spinta delle agevolazioni fiscali prorogate dal Governo anche per il 2014, per acquistare e ristrutturare casa.

Se anche per l’Italia migliorano le aspettative di crescita nei primi mesi del 2014, sulla scia della ripresa economica dell’Europa, tuttavia il “deficit” in termini di fiducia non risulta ancora colmato. Per la maggior parte degli intervistati, infatti, la strategia ritenuta ancora vincente è quella della prudenza nell’affrontare le spese, tendendo così a limitare il superfluo. Sembra così ridursi la propensione a investire, anche a causa della minore disponibilità economica. Se resta stabile la quota di chi intende mettere da parte del denaro per risparmiare o investire (dal 34 si passa al 36%), così come quella che dichiara di ridurre le spese superflue – dal 75% di maggio oggi si passa al 73% – sono in calo gli italiani che dichiarano di usare i soldi messi da parte (oggi l’8% mentre a maggio si parlava del 14%). Lo stesso atteggiamento più tiepido si riscontra per chi in passato ha già sperimentato il mondo degli investimenti, dal momento che dal 79% del mese di maggio si passa al 69%, quando un anno fa era disponibile ad investire l’84% del campione.

Il mattone continua a perdere appeal come bene rifugio. Diminuisce infatti l’interesse per gli investimenti immobiliari: il 14% degli intervistati non farebbe alcun investimento, il 24% non ha soldi da investire, il 37% invece investirebbe e in particolare il 20% in prodotti finanziari (a maggio era il 23%) e il 16% in immobili (un anno fa si parlava del 20%). Secondo i ricercatori “quest’ultima dinamica se da un lato evidenzia il venir meno del “bene rifugio” della casa, dall’altro lato ciò dipende probabilmente anche dall’incertezza ancora legata al regime di tassazione che verrà deciso nella legge Finanziaria sugli immobili”.

In una condizione di incertezza le scelte dei risparmiatori sono orientate soprattutto alla sicurezza e alla protezione del capitale investito. Alla domanda “Oggi come oggi nella scelta dei prodotti di investimento, a quali aspetti presterebbe maggiore attenzione, quali ritiene più importanti?” il 73% ha risposto che farebbe attenzione agli aspetti legati al prodotto. Nelle caratteristiche dei prodotti, il 42% degli intervistati presta attenzione alla protezione del capitale investito, il 33% al rendimento garantito, il 18% a costi contenuti e solo l’11% cerca un rendimento “elevato”. Anche per chi ha già investito la protezione dello status quo si conferma la ragione di scelta più importante: gli aspetti legati al prodotto fanno anche in questo caso la parte da leone (per il 95% degli intervistati) e per il 64% la protezione del capitale investito rappresenta la priorità, mentre per il 48% il rendimento garantito.

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