Risparmio tradito, Confconsumatori: a Perugia rimborso da oltre 200 mila euro

Un risparmiatore di Perugia aveva fatto diversi investimenti, via internet e per telefono, in azioni e obbligazioni di società finite in default, dalle azioni Parmalat ai titoli Fin-Part, dalle obbligazioni argentine alle azioni Adelphia Comms. Ora, con l’assistenza di Confconsumatori e in tempi brevissimi, solo quattro mesi, un’ordinanza del Tribunale di Perugia ha disposto in suo favore il rimborso della spesa investita, pari a oltre 236 mila euro, più gli interessi e le spese. È un’altra “vittoria lampo” in tema di “risparmio tradito” segnalata da Confconsumatori.

Spiega Mara Colla, Presidente di Confconsumatori: “È opportuno che i risparmiatori che hanno acquistato titoli di società finite male chiedano, come loro diritto, la consegna del contratto generale d’investimento, così da poter controllare se lo stesso porta la firma del legale rappresentante dell’Istituto. I legali dell’associazione hanno preparato per i risparmiatori lettere per tale scopo disponibili presso le sedi di Confconsumatori”.

Il caso riguarda un risparmiatore di Perugia che aveva fatto diversi investimenti via internet e per telefono in azioni e obbligazioni di società finite in default (azioni Parmalat, titoli Fin-Part, obbligazioni argentine, azioni Adelphia Comms, titoli Cerruti e Finmek). L’uomo si era rivolto alla sede di Confconsumatori di Foligno. Il Tribunale di Perugia, con una recentissima ordinanza ha condannato l’Istituto di Credito a rimborsare la complessiva somma di euro 236.385,09, maggiorata degli interessi e delle spese. Il giudice si è così uniformato all’orientamento piuttosto consolidato in giurisprudenza, secondo cui, perché l’ordine non sia nullo per difetto di forma a norma dell’art. 23 TUF, è necessario che lo stesso sia accompagnato da un contratto generale d’investimento – quello che regola tutti i rapporti tra banca e investitore – sottoscritto, oltre che dal cliente, anche dal legale rappresentante dell’istituto.

Particolarità del provvedimento sta poi nel fatto che si tratta di un’ordinanza (non di una sentenza) ottenuta in circa quattro mesi, un tempo molto breve. “Una decisione importantissima – dichiara l’avvocato Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori, che ha tutelato in giudizio il risparmiatore – che costituisce un’importante conferma di un principio sempre più ripetuto dalla giurisprudenza. Oggi è possibile recuperare tutti gli investimenti non andati a buon fine, sempre che l’acquisto sia stato fatto entro il termine di prescrizione decennale. Anche coloro che sono già ricorsi al giudice e hanno perso la causa, la possono riproporre sulla base di questo motivo, non essendovi preclusione alcuna alla riproposizione della domanda, a meno che sulla stessa non si sia già pronunciato il Tribunale”.

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