Risparmio tradito, Fondo Obelisco: perdite oltre 80%

Il rendimento del 5,5% annuo è diventato un miraggio. La perdita che i risparmiatori stanno affrontando è dell’80% del capitale investito. Molti quotisti si sono rivolti a Confconsumatori che ha ottenuto i primi rimborsi, col recupero di tutta la perdita, senza ricorrere alle cause ma rivolgendosi all’Arbitro per controversie finanziarie della Consob. L’ultimo caso di risparmio tradito arrivato sul tavolo delle associazioni è quello del Fondo Immobiliare Obelisco.

“Molti risparmiatori stanno assistendo, inesorabilmente, alla drastica riduzione del valore delle loro quote del Fondo Immobiliare chiuso denominato “Obelisco”. Si stimano perdite per l’80% del capitale investito”, dice Confconsumatori, che ha ottenuto esiti transattivi positivi e recupero delle perdite attraverso i ricorsi all’Arbitro ACF. Sostiene la presidente Confconsumatori Mara Colla: “Si tratta dell’ennesima drammatica vicenda di “risparmio tradito”. Confidiamo che, prima di tutto, Poste Italiane S.p.A., che ha collocato le quote del Fondo Obelisco anche presso la propria clientela, garantisca, così come ha già correttamente fatto in passato, un adeguato ristoro per i sottoscrittori delle quote del Fondo Obelisco”.

Il Fondo Obelisco, spiega l’associazione, è stato istituito nel 2005  con delibera del Consiglio di Amministrazione dell’allora Investire Immobiliare SGR e nasce come fondo comune di investimento immobiliare “a raccolta”, alimentato mediante sottoscrizione delle quote in denaro, da utilizzare per acquistare un pacchetto immobiliare pre-identificato dalla SGR promotrice del Fondo. Pubblicizzato all’epoca come una soluzione d’investimento redditizia (rendimento obiettivo del 5,5 % l’anno), le quote del fondo sono state collocate, ad un prezzo nominale di € 2.500 presso il pubblico indistinto dei risparmiatori e anche da Poste Italiane S.p.A. presso la propria clientela. L’investimento è stato proposto spesso come adatto anche a pensionati o risparmiatori che fino ad allora avevano investito solo in buoni fruttiferi postali o  in libretti di risparmio ma, spiega Confconsumatori, “è un investimento in un fondo chiuso, quindi illiquido e, come abbiamo visto, assolutamente incerto e rischiosissimo”.

Il valore delle quote è crollato. A pochi mesi dalla scadenza, prorogata al 31 dicembre 2018, a fine luglio la società di gestione del Fondo, la InvestiRE SGR, ha comunicato i dati della relazione semestrale al 30.6.2018, chiusa con un valore complessivo del fondo (NAV) pari a € 3.276.176,00, corrispondente ad un valore unitario delle quote di € 47,619 l’una. Il valore del fondo è insomma crollato drasticamente anche per la grande differenza fra i prezzi di stima e i prezzi reali di vendita del patrimonio immobiliare, vendita fatta in gran parte negli ultimi 18 mesi con sconti spesso superiori al 50% del prezzo di acquisto dei cespiti. E  dunque, spiega Confconsumatori, “considerando l’investimento iniziale di € 2.500,00 per acquistare una quota del Fondo e la distribuzione, nel corso degli anni, di proventi e rimborsi parziali per una somma pari a €300,00 pro quota, è evidente che, a seguito della definitiva chiusura e liquidazione del fondo, i risparmiatori avranno perso – inevitabilmente – circa l’80% del capitale investito”.

Secondo gli avvocati di Confconsumatori, i risparmiatori possono agire attraverso l’Arbitro per le controversie finanziarie della Consob sia nei confronti di banche e Poste che hanno fatto da intermediari nelle vendita del Fondo (perché le quote erano collocabili sono a chi aveva un profilo di rischio elevato e con informative dettagliate) sia nei confronti della società Investire SGR, al fine di domandare l’accertamento della violazione di alcuni obblighi di diligenza imposti dalla normativa di settore nella gestione del Fondo Obelisco.

Comments are closed.