Agenzie di debito, Adiconsum scrive al Ministro degli Interni: “Così rischiano di aumentare le difficoltà delle famiglie”

Famiglie intere in difficoltà con un potere d’acquisto sempre più ridotto e un rischio di indebitamento sempre più elevato. E’ questo il drammatico scenario dell’Italia di oggi e le soluzioni tecniche, oltre che politiche, tardano ad arrivare. Un’idea per far fronte al sovraindebitamento crescente poteva essere quella delle debt agency, strutture destinate ad aiutare le famiglie in difficoltà attraverso la gestione del debito.Ma il modello adottato dall’Italia per queste strutture non è quello giusto. A denunciarlo è Adiconsum che scrive direttamente al Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri.

“Purtroppo in Italia, come in altri Paesi, invece di adottare sistemi solidaristici e la ristrutturazione del debito – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – si sono create società alla ricerca solo del “profitto ad ogni costo”. L’Associazione non condivide questo modello di debt agency, che prevede, di norma, il pagamento di una “fee” iniziale a fondo perduto da parte del consumatore a prescindere dall’attività che sarà svolta; inoltre non c’è nessuna analisi preventiva della situazione e si prevede il ricorso a più consulenti (finanziario, fiscale, legale, ecc.), ognuno dei quali dovrà essere pagato, anche a fronte di risultati parziali e/o non risolutivi.

“Per questi motivi – prosegue Giordano – Adiconsum si è rivolta direttamente al Ministro degli Interni chiedendo la regolamentazione delle debt agency. Ecco, secondo Adiconsum, quali dovrebbero essere le regole per una corretta attività delle Agenzie di debito:

  • devono sottostare a specifici obblighi di legge in tema di onorabilità e
    professionalità;
  • devono essere iscritte in albi/elenchi ad hoc;
  • devono essere sottoposte a vigilanza e sanzioni;
  • devono avere onorari predeterminabili e predeterminati.

In attesa della normativa, Adiconsum continuerà ad aiutare senza alcun costo i consumatori sovraindebitati attraverso il Fondo di prevenzione usura, che gestisce per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze (www.adiconsum.it)

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