Bollo equo sui risparmi, Banca Etica: Governo modifichi Legge Stabilità

La Camera dei Deputati modifichi la Legge di Stabilità nella parte che impone, a fronte di un bollo dell’1,5 per mille sui depositi e gli investimenti bancari, la soglia fissa di 34,20 euro e imponendo a grandi e piccoli la stessa quota percentuale di imposizione. A chiederlo è Banca Etica che in alternativa chiede almeno che i piccolissimi azionisti con investimenti fino a 1000 euro siamo esentati dal pagamento di questa esorbitante soglia fissa che inevitabilmente erode nel tempo il capitale del piccolo azionista, assai più velocemente di ogni possibile rendimento.
«Abbiamo già evidenziato che questa soglia minima è incostituzionale in quanto regressiva. Chi ad esempio abbia un investimento di 1000 euro si trova a pagare un bollo pari al 34 per mille, contro l’1,5 (che potrebbe salire al 2 o al 2,5 per mille con la legge di stabilità) richiesto agli investitori più facoltosi che depositano somme superiori ai 17mila euro – spiega il presidente di Banca Etica, Ugo Biggeri -. Riteniamo che la tassa debba essere progressiva o almeno proporzionale per tutti, in modo da non penalizzare i piccoli azionisti che compongono la gran parte della base sociale di esperienze di democrazia economica come la nostra. Stiamo ricevendo sul nostro sito web centinaia di commenti che appoggiano la nostra mobilitazione».

«Sappiamo che l’eventuale esenzione per i piccoli risparmiatori non ridurrebbe in alcun modo il gettito della tassa, visto che di fronte alla prospettiva di progressiva diminuzione del capitale, essi sono costretti a vendere le proprie partecipazioni», conclude Biggeri.

Un commento a “Bollo equo sui risparmi, Banca Etica: Governo modifichi Legge Stabilità”

  1. gualtiero ha detto:

    sarà una svista? chissà,in oigni caso ripristinare a tutti i livelli la progressività o capacità contributiva,certo distinguendo gli incapaci fasulli.Sembra il caso di ricordare a tutti ma specialmente a chi fa le leggi che la carta Costituzionale dice:Ogni cittadino è tenuto a concorrere alle spese dello stato in ragione della propria capacità contributiva.
    Controlli! controlli! controlli!!!…………senza stancarsi