Bond ‘convertendo’, ampliati i termini per la conciliazione

Novità per i risparmiatori che hanno investito in bond ‘convertendo’ della Banca Popolare di Milano. Chi è stato azionista del gruppo e nel periodo dell’offerta (15 giugno 2009 – 15 luglio 2009) ha esercitato i diritti di opzione per acquistare l’obbligazione convertendo, ora può accedere alla procedura di conciliazione. A darne notizia è Altroconsumo che spiega: “Aderendo alla procedura si può recuperare fino al 65% del valore delle obbligazioni”. Le domande potranno essere presentate a Bpm tra il 15 settembre 2014 e il 30 settembre 2015.

Nel giugno di cinque anni fa Banca Popolare di Milano ha emesso un’obbligazione “convertendo 2009/2013” che, a scadenza, non prevedeva il rimborso in contanti, ma in azioni Bpm. Non si trattava di una tranquilla obbligazione, ma di un acquisto di azioni, seppure “in differita” (cioè alla scadenza del bond). Un titolo del genere, complesso e dal rendimento incerto, avrebbe dovuto essere destinato solo a investitori esperti e disponibili ad accettare un rischio elevato. Bpm, invece, ha spinto il collocamento di queste obbligazioni anche a chi non aveva queste caratteristiche. Poi ha anticipato la conversione in azioni alla fine del 2011 lasciando di fatto i risparmiatori con un pugno di mosche in mano. Tanto che la Consob, l’autorità di controllo della Borsa, ha multato tre dirigenti Bpm per pratiche commerciali scorrette.

Altroconsumo, insieme ad altre associazioni di consumatori, aveva firmato un protocollo d’intesa con Bpm, per consentire a chi aveva sottoscritto questi bond di essere rimborsato (con modalità legate al capitale investito e al profilo di investitore). Finora, chi nel 2009 era azionista del gruppo era stato escluso dalla procedura di conciliazione. Ora, finalmente, le cose sono cambiate.

Per aderire occorre compilare il questionario e Altroconsumo assisterà tutti passo passo per far valere i tuoi diritti.

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